mercoledì 5 novembre 2008
'Hanno fatto un grande lavoro Brighi e Perrotta, sdoppiandosi in copertura ai mediani o qualche volta ai terzini': lo ha detto Spalletti.'E poi Pizarro e' andato ad attaccare Mikel. Questo ci ha permesso di lasciare Vucinic piu' fresco e vicino a Totti per far male agli avversari', ha aggiunto il tecnico della Roma, spiegando il grande successo sul Chelsea. Anche in campionato si rivedra' la Roma con il 4-4-2? 'Per il momento si', e' un modulo che si puo' riproporre'. (ansa)
martedì 4 novembre 2008
La bufera infuria, con tanto di contestazione ormai quotidiana a Trigoria, ma il tecnico va dritto per la sua strada, garantendo che - curriculum alla mano - è attrezzato anche per gestire situazioni nei bassifondi come quella che sta vivendo la Roma:
"Ho già passato momenti difficili nella mia carriera, da diverse parti. A Empoli, a Venezia, a Udine, ad Ancona... ho cominciato a fare l'allenatore dagli allievi di una società di Serie C. Le difficoltà ci sono sempre".
(Goal.com)
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Argomenti: Interviste, Roma, Spalletti
martedì 28 ottobre 2008
Mazzone:" Rispetto Spalletti,è un collega che stimo,io non gufo"
0 commenti Pubblicato da Udin alle 16:25Dalla sua Ascoli osserva e soffre. La Roma, la "sua" Roma continua a perdere. E precipita. Il bel giocattolo costruito da Spalletti sembra disperdersi in mille pezzi. Lui, Carletto Mazzone da Trastevere, corre in aiuto della sua squadra del cuore. Rosella Sensi lo chiama, come fa sempre, e gli chiede consigli. Qualcuno lo vorrebbe addirittura in lizza se le cose precipitassero. Mazzone sul punto è chiaro: «Non voglio rispondere a queste voci. Certo, posso dire che mi fa piacere essere preso in considerazione. Ma nient'altro. Per rispetto verso Spalletti, un collega che stimo. A me non piace stare a gufare, come certi colleghi che vanno allo stadio a vedere le partite di allenatori in bilico...». Risolto il primo dubbio, Mazzone prova ad analizzare i problemi della squadra giallorossa, giunta a Udine al terzo ko di fila in campionato, il quarto con lo 0-1 di Stamford Bridge: «È un momento difficile e serve pazienza per uscirne». Tante le cause: «L'infortunio di Totti, quello di altri giocatori importanti. E poi le difficoltà dei nuovi ad adattarsi al gioco particolare di Spalletti, soprattutto gli stranieri. E per finire, la Roma in qualche partita ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato». Da romano e romanista «voglio fare un applauso ai tifosi della Roma. E dico che loro sono il pubblico migliore nei momenti difficili. Penso agli applausi sul 4-0 per l'Inter. Ma ricordo che quando la mia Roma restò diverse partite senza vittoria, loro erano al nostro fianco. Sempre». Spalletti pensa a modifiche del 4-2-3-1 : «Non credo a cambi di modulo. Forse qualche spostamento di giocatore. Ma Spalletti cambierà se lo riterrà opportuno o se riterrà il modulo attuale poco congeniale ai giocatori a disposizione». Tecnico in discussione: «Come accade sempre in questi casi. Ma se c'è qualcuno che può portare la Roma fuori dai guai questo è proprio Spalletti. Nessuno come lui conosce i giocatori, tecnicamente e personalmente. L'uomo giusto per la Roma resta Spalletti. Ma purtroppo si spara sempre sull'allenatore. E se penso a quel che è successo a Torino con Ranieri... Ho visto e sentito cose vergognose. Certa stampa non può decidere il destino di una persona appellandosi al "con tutti i soldi che prende"».
Fiducia in Spalletti e nella Roma. Ma questa squadra, tra campionato e Champions, può ancora salvare la stagione? «Siamo realisti. In campionato ci sono molte squadre davanti. Se se ne fermano tre o quattro, ce ne sono altre che avanzano. Sarà molto dura reinserirsi in certi discorsi di alta classifica. Anche se nulla è compromesso. Ma credo che la Roma debba utilizzare il campionato per rilanciarsi in Champions. Lì i giochi sono ancora aperti. E quella finale all'Olimpico non può che essere uno stimolo in più». (romanews.eu)
Mazzone e la Roma. Un amore mai finito, nonostante il tecnico romano, dopo la sua esperienza in giallorosso, abbia girovagato nelle panchine di Cagliari, Napoli, Bologna, Perugia, Brescia e Livorno.
L'amore incontrastato tra il tecnico trasteverino e Roma città, oltre che società, avrebbe portato la famiglia Sensi a pensare al dopo Spalletti. Se il tecnico di Certaldo non riuscisse a risollevare le sorti della Roma, i Sensi potrebbero pensare addirittura al clamoroso ritorno in panchina di Carlo Mazzone. Sarà solo fantacalcio o fantallenatori? Lo vedremo solamente nelle prossime giornate, seppur la figura di Spalletti rimane ben salda al quartier generale di Trigoria. Ma l'ombra di Mazzone si fa sempre più intensa a Trigoria... (laromasiamonoi.it)
lunedì 27 ottobre 2008
Che non fosse la domenica giusta per far resuscitare la Roma dall’inferno dei quattro gol nerazzurri e dal capoccione londinese di Terry, Spalletti lo doveva aver già capito dall’accoglienza che i suoi ex tifosi gli avevano riservato:
Bordate di fischi e quel coro irripetibile, lanciato a piena voce dai 16mila del Friuli, per poi finire con un secondo canto, dai toni più pacati ma dai contenuti ugualmente elettrizzanti, «Salta la panchina, a Spalletti salta la panchina».
Molto probabilmente tutta Udine si sarà ricordata del tormentato rapporto di odio e amore tra il toscano e la società bianconera, avrà ripensato all’addio dato in fretta e furia l’indomani della conquista di un posto nell’Europa che conta, quando ancora il tecnico aveva un anno di contratto con la società friulana, e sotto sotto avrà goduto. «La vita è una ruota che gira», amava ripetere Spalletti ai tempi di Udine. Ebbene sì, gli avrebbero tanto voluto ripetere i tifosi bianconeri ieri pomeriggio alle ore 16.47, mentre il triplice fischio di Saccani lanciava al contempo l’Udinese in vetta alla classifica e la Roma in piena zona retrocessione, caro Spalletti, la vita è una ruota che gira. E al tecnico sta girando veramente male. (Il Giornale)
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Argomenti: Spalletti
domenica 26 ottobre 2008
I precedenti dei tecnici - Sarà il quarto incontro in assoluto tra Spalletti e il tecnico di Marsala e l’allenatore giallorosso ha il 100% di vittorie. La vittoria più larga risale al 19 Novembre 2006 tra Roma e Catania: 7 a 0 il risultato finale (Mancini, Montella, Totti e due gol di Panucci e Perrotta) con polemiche e critiche durante il dopo gara.
Per il tecnico di Certaldo sarà l’11esima panchina contro la squadra friulana (sesta con la maglia della Roma). Dopo i quattro anni passati a Udine quella di domenica sarà il quarto ritorno al Friuli, e la Roma, da quando Spalletti siede sulla panchina giallorossa, ha sempre vinto. I precedenti parlano di 6 vittorie (54,55 %), 3 pareggi (27,27 %) e 2 sconfitte (18,18 %) di cui l’ultima risalente l’ 11 Settembre 2005 quando un tiro da fuori area di Muntari (ora all’Inter) decise la partita d’esordio di Spalletti all'Olimpico e proprio contro la sua ex squadra.
(udineseblog)
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Argomenti: Mister Marino, Spalletti, Udinese-Roma
sabato 25 ottobre 2008
La Roma vuole e deve assolutamente venire fuori dalla crisi che la vede reduce da tre sconfitte consecutive tra campionato e Champions League.
Sul cammino dei giallorossi c'è la grande Udinese di Pierpaolo Marino, una squadra che gode di ottima salute e si trova in seconda posizione in classifica. Luciano Spalletti vuole assolutamente fare risultato dopo la discreta prestazione di Londra: "Abbiamo messo a fuoco le due o tre cose che dobbiamo migliorare, fermo restando che da ogni partita può sempre uscire qualcosa di nuovo. Non si può essere sempre precisi su tutto. Ma è evidente il miglioramento della squadra. In un momento del genere c'è grande dispiacere perché sentiamo il peso della passione dei nostri tifosi, possiamo determinarne umore, e molto posso io. Ma più che mettercela tutta non so cosa fare. Servono prestazioni e risultati, non tabelle. Si va a Udine per cercare di portare a casa il massimo. Qualche gol in più l'abbiamo preso, ma è sempre il collettivo il problema". Allo Stamford Bridge si è visto un Totti in grande spolvero, protagonista in campo per tutti i 90 minuti della partita: "E' sbagliato dargli la responsabilità di questo momento, anche per le possibilità che ha, anche se lo spessore del leader ce l'ha e sa prendersi le responsabilità giuste per scaricare la squadra. L'infortunio di Aquilani? Non se lo spiega neanche lui, ha cercato anche di approfondire, ma al momento non c'è nessuna spiegazione logica. Continuerà a verificare e fare ricerche per questa situazione muscolare".
(Calciomercato.com)
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Argomenti: Spalletti, Udinese-Roma
venerdì 24 ottobre 2008
Quando si parla di Udinese e Roma non si può che pensare a lui.
Perché Udinese-Roma è, più di ogni altra, la sua partita. Luciano Spalletti da Certaldo, cinquant’anni da compiere a marzo, il passo nel calcio che conta lo ha fatto proprio con queste due squadre. Già, perché al contrario di alcuni colleghi più fortunati, Spalletti ha dovuto fare tutta la trafila possibile per arrivare a confrontarsi con il calcio dei Grandi. UDINE, LA SVOLTA – Una carriera iniziata a Empoli, in serie ‘C’, dove il mediano che segnava poco è diventato allenatore prima e ‘genio’ poi, traghettando la modesta formazione toscana dalle tenebre della C1 alla ribalta della serie A, sulle ali di un gioco spettacolare e di talenti come Montella e Di Natale. Dopo la sfortuna e gli errori tra Sampdoria e Venezia, ecco il primo arrivo a Udine. Anno 2001, c’è bisogno di dare la sveglia ad una squadra che sotto la guida di De Canio rischia di precipitare in zone della classifica molto poco rassicuranti. E allora dentro Luciano, salvezza tranquilla, arrivederci e grazie. Almeno così sembra. Passa un anno, il tecnico toscano nel frattempo salva anche l’Ancona in B. Passa una anno e Giampaolo Pozzo, padrone lungimirante della squadra di Udine, si ricorda di quell’omone, taciturno e riflessivo. È il 2002-2003, inizia in quel momento l’avventura che, in soli tre anni, catapulterà il piccolo centro friulano nella più importante competizione mondiale per club: la Champions League. Con l’Udinese, Spalletti costruisce qualcosa di più di una squadra. Un gruppo unito, una macchina perfetta, in cui gli equilibri tra i reparti, la manovra offensiva ordinata e corale, e una fase difensiva organizzata, esaltano le caratteristiche di giocatori come Iaquinta e Di Natale, Jankulovskj e Muntari, illuminati dalla regia di Pizarro, autentico deus ex machina del gioco di quella squadra. L’anno di grazia è il 2004-2005, sessantadue punti, quarto posto, e qualificazione ai preliminari della coppa dalle grandi orecchie.
ROMA, IL DESTINO - Una volta raggiunto il traguardo europeo e archiviata la festa, Spalletti decide che è tempo di cambiare. C’è la Roma nei suoi sogni e nel suo destino, la Roma che ha chiuso la stagione salvandosi, che ha cambiato quattro allenatori. La Roma di Totti-Montella-Cassano contro tutti. L’approdo non è semplice, critiche e sms minatori invadono la memoria del suo telefono e la cassetta della posta di Trigoria. Lui non si spaventa. Va avanti, parte male, si rialza. Poi, il miracolo: Totti centravanti, Perrotta trequartista e tanti saluti a Cassano, impacchettato e spedito destinazione Madrid. Da quel momento undici vittorie consecutive, secondo posto (grazie a calciopoli) e di nuovo Champions League. E poi, nei due anni successivi, due Coppe Italia, altri due secondi posti, il titolo italiano dello scorso anno accarezzato per un’ora e poi sfumato nella bolgia di Catania. Questo è stato ed è Luciano Spalletti. E questa è la sua partita. Perché dopo tutta la gavetta e gli anni di provincia, forse è anche merito suo se oggi Udinese e Roma sono lì, a confrontarsi nel calcio dei Grandi. (romanews.eu)
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Argomenti: Spalletti, Udinese-Roma
mercoledì 22 ottobre 2008
Secondo Sportmediaset, quello tra Luciano Spalletti e la Juventus, è un matrimonio che si farà.
La 'voce' riferirebbe di una certa crisi all'interno dello spogliatoio tra il tecnico di Certaldo e i "senatori" della Roma che lo accuserebbero di avere già in tasca un accordo con la società bianconera. La Juventus punterebbe proprio sull'allenatore giallorosso per rilanciare il progetto naufragato con Ranieri, e per questo, all'interno dello spogliatoio di Trigoria, i giocatori più rappresentativi lo avrebbero già scaricato. (tmw)
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Argomenti: Allenatori, Juventus, Spalletti
martedì 21 ottobre 2008
"Sono io il primo responsabile": Luciano Spalletti l'ha detto ieri alla squadra e lo dirà anche ai tifosi. Se c'è da sparare su qualcuno per la crisi della Roma, insomma, lo facciano pure su di lui.
E i tifosi, in parte, avevano già individuato in lui il problema principale della nuova stagione: "Ci devono essere problemi di preparazione - hanno spiegato al 'Corriere dello Sport' i leader dei principali centri di coordinamento del tifo giallorosso - la squadra sta subendo umiliazioni continue in questa stagione: passi l'Inter, ma il Genoa e il Siena, per non parlare del Cluj...".
Nessuno si sottrarrà dall'andare a Londra per sostenere Totti e compagni, ma quei quattro goal di domenica sono duri da mandar giù: "Una grande amarezza, una ferita difficile da rimarginare: noi non chiediamo per forza le vittorie, ma ci vuole orgoglio e dignità anche nelle sconfitte".
(goal.com)
lunedì 20 ottobre 2008
Cosa ha determinato questa sconfitta?
"La partita l'hanno determinata un paio di indecisioni. Loro hanno fiato e sanno stare in campo. Il risultato è un po' bugiardo, loro hanno concretizzato tutto quello che hanno creato, noi no".
Sul primo gol non c'è stato fuorigioco…
"Il secondo gol è uguale al primo, bisogna essere più coordinati sennò loro hanno dei giocatori che possono prenderci dei vantaggi. Nel secondo gol, il difensore è uscito dalla posizione, loro sono stati bravi ad innescare l'attaccante e lui a fare gol. Serve una lettura con continuità, questa fa sempre la differenza, loro in questo momento attraversano un buon momento, fanno un calcio moderno, entrano in 9 sotto palla, hanno i tre centrocampisti sempre a disposizione della squadra".
In campo si è vista una squadra troppo lunga, non crede?
"Chiaro che sta sera tutte e due le squadre erano lunghe, si è visto un calcio fatto di verticalizzazioni veloci, continui ribaltamenti e situazioni importanti. Poi in un momento difficile diventa difficile concretizzare, se hai l'assillo di doverlo fare a tutti i costi va tutto storto, se sei più tranquillo riesci a fare gol che non ti aspetti, come accaduto a loro nel terzo e nel quarto".
Che impressione le ha fatto Totti?
"Totti ha fatto ottime giocate ha partecipato, venuto a riconquistare palle, non hanno fatto bruttissima partita, ora però dobbiamo ricercare concretezza, sono la base per far venire il risultato".
In questi casi è meglio parlare con i giocatori degli errori o delle cose positive?
"Si cerca di dare tutti e due, se ci sono bisogna mostrare gli episodi negativi per farci mettere la concentrazione. Se un allenatore evidenzia solo i difetti non trova meriti nella squadra, soprattutto in un ambiente come il nostro dove c'è passione. Ora dopo 2 anni di successi servono nervi saldi".
La giusta lettura del match non c'è stata…
"Vero, però dopo il gol devi alzare ritmo e diventare sbarazzini. Loro stati bene in campo, bravi a ribaltare e diventato rischioso. Dentro questo continuo ribaltamento abbiamo avuto ottime occasioni, ma se si torna ad analizzare il discorso bisogna stare più attenti all'equilibrio e alle situazioni di squadra"
Si può dire che è stata tutto sommato una sconfitta dolce per il gioco che si è visto nel primo tempo?
"Non c'è mai sconfitta dolce, creano sempre problemi in un contestato come questo, però poi si cerca di equiparare senza badare a qualità estetica. Serve sostanza e continuità senza lasciar scappare niente senza abbassare la voglia". (romanews.eu)
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Argomenti: Spalletti
sabato 18 ottobre 2008
Sulley Muntari guarda solo avanti ed ha un concetto tutto suo della riconoscenza verso un "padre" come Luciano Spalletti e un "fratello" come David Pizzarro.
Su Spalletti: "Devo sempre ringraziare Spalletti perchè è stato lui a darmi fiducia. Ricordo il soprannome che mi aveva dato: mi chiamava Chiquita, come la banana. Il perchè non me l'ha mai detto". Su Pizarro: "Un grande giocatore. Che anni con lui a Udine. E' un maestro, contro cui non volevo perdere nemmeno in partitella. Figuriamoci in una sfida così". (tmw)
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Argomenti: Spalletti
sabato 11 ottobre 2008
A Roma è sempre derby, e così anche considerazioni più generali sul campionato diventano l'occasione per una punzecchiatura tra cugini.
La straordinaria Lazio di questo avvio di stagione sta convincendo sempre più, non solo i tifosi biancocelesti ma anche gli appassionati del bel calcio, che potrebbe non trattarsi di una meteora nelle zone alte della classifica, ma arrivare fino in fondo nelle primissime piazze.
Opinione non condivisa da Luciano Spalletti che tra le sorprese di questo inizio di campionato vede meglio altri... "Se qualcuna di loro è attrezzata per arrivare in fondo? Credo di sì - dice al Corriere dello Sport - E' presto per dirlo, ma penso a quelle squadre che possono preparare la partita per tutta la settimana. La Lazio? Penso sinceramente più al Napoli. Sapevo già prima di cominciare, che avrebbe fatto bene. C'è un ambiente che può trasmettere forza ai giocatori. C'è anche l'Udinese che a mio giudizio ha uno dei migliori reparti offensivi".
Dopo la bastonata, il tecnico giallorosso non lesina tuttavia complimenti alla squadra di Delio Rossi: "La Lazio ha sempre lavorato in un certo modo e ora sta raccogliendo i frutti. Zarate? E' un giocatore molto interessante, reattivo, una buonissima frequenza di gambe e confidenza con il goal. La Lazio ha lavorato bene. Con Rocchi, Pandev, Foggia ha messo insieme un gruppo di giocatori importanti". Ma evidentemente non bastano per convincere Spalletti che l'Aquila può volare alta...
(tuttonapoli.net)
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Argomenti: Spalletti
martedì 7 ottobre 2008
Il presidente della Roma Rosella Sensi ha presenziato alla finale del «Torneo 7 Rai» svoltosi al circolo Rai di Tor di Quinto, in ricordo del Presidente Franco Sensi.
La dottoressa ha voluto chiarire il suo pensiero sulla formazione capitolina che sta vivendo un momento molto difficile in campionato dopo la terza sconfitta consecutiva fuori casa: «Questo è un momento di difficoltà. Non è facile per chi è abituato a vincere sempre. La Roma - ha sottolineato il presidente - è una grande famiglia».
LA SMENTITA E L'AVVERTIMENTO - La Sensi ha anche smentito le voci che sono circolate nella capitale in merito all'esonero di Luciano Spalletti: «Il mister non si tocca, Carlo Ancelotti non verrà. Se mi dovessi accorgere che ci sarà un giocatore che remerà contro, noi lo accompagneremo alla porta e lo manderemo via».
SU TOTTI - Riguardo la situazione di Francesco Totti, la Sensi rassicura tutti i tifosi: «Non so quando il capitano sarà disponibile, ma credo comunque molto presto». (laromasiamonoi.it)
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Argomenti: Spalletti
giovedì 18 settembre 2008
Anche ieri Luciano Spalletti ha cercato di serrare i ranghi; per la terza volta nelle ultime due settimane il tecnico toscano ha chiamato a rapporto la squadra, trattenendosi in particolare con Loria, Cassetti e Menez. Spalletti ha anche tranquillizzato i tifosi che attendevano fuori dal "Bernardini", assicurandoli che sistemerà tutto lui.
Anche Rosella Sensi, dopo la sfuriata di martedi, è apparsa più serena, nonostante a Roma si parli sempre più spesso di un cambio della guardia, sereno e a lungo termine, alla guida della squadra, con Carlo Ancelotti candidato a sostituire Spalletti.
(Gazzetta.it)
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Argomenti: Allenatori, Spalletti
mercoledì 17 settembre 2008
Quello attuale è forse il momento più difficile di Luciano Spalletti da quando è alla guida della Roma.
Ieri, dopo la sconfitta col Cluij c'è stato un primo faccia a faccia con Rosella Sensi, oggi, probabilmente, a Trigoria andrà in scena il seguito. Il primo a lanciare l'allarme è stato Daniele De Rossi: "Non è una tragedia, ma qualcosa sta succedendo. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Ci siamo complicati la vita. In Champions, un passo falso come questo può costare caro. Abbiamo i mezzi per reagire, ma bisogna fare in fretta". Il tecnico toscano ha cercato di gettare acqua sul fuoco -"Io da Roma non vado via, state tranquilli. Da adesso si lavora ancora di più"- mentre il numero uno giallorosso, se ha taciuto in pubblico, negli spogliatoi ha alzato la voce: "Ora basta. Contro la Reggina dovete mostrare quanto valete". Spalletti ha poi analizzato la gara, annunciando poi che la squadra è in silenzio stampa. (tmw)
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Argomenti: Spalletti








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