Quickribbon Spalletti, osservato speciale domenica

venerdì 24 ottobre 2008

Quando si parla di Udinese e Roma non si può che pensare a lui.

Perché Udinese-Roma è, più di ogni altra, la sua partita. Luciano Spalletti da Certaldo, cinquant’anni da compiere a marzo, il passo nel calcio che conta lo ha fatto proprio con queste due squadre. Già, perché al contrario di alcuni colleghi più fortunati, Spalletti ha dovuto fare tutta la trafila possibile per arrivare a confrontarsi con il calcio dei Grandi. UDINE, LA SVOLTA – Una carriera iniziata a Empoli, in serie ‘C’, dove il mediano che segnava poco è diventato allenatore prima e ‘genio’ poi, traghettando la modesta formazione toscana dalle tenebre della C1 alla ribalta della serie A, sulle ali di un gioco spettacolare e di talenti come Montella e Di Natale. Dopo la sfortuna e gli errori tra Sampdoria e Venezia, ecco il primo arrivo a Udine. Anno 2001, c’è bisogno di dare la sveglia ad una squadra che sotto la guida di De Canio rischia di precipitare in zone della classifica molto poco rassicuranti. E allora dentro Luciano, salvezza tranquilla, arrivederci e grazie. Almeno così sembra. Passa un anno, il tecnico toscano nel frattempo salva anche l’Ancona in B. Passa una anno e Giampaolo Pozzo, padrone lungimirante della squadra di Udine, si ricorda di quell’omone, taciturno e riflessivo. È il 2002-2003, inizia in quel momento l’avventura che, in soli tre anni, catapulterà il piccolo centro friulano nella più importante competizione mondiale per club: la Champions League. Con l’Udinese, Spalletti costruisce qualcosa di più di una squadra. Un gruppo unito, una macchina perfetta, in cui gli equilibri tra i reparti, la manovra offensiva ordinata e corale, e una fase difensiva organizzata, esaltano le caratteristiche di giocatori come Iaquinta e Di Natale, Jankulovskj e Muntari, illuminati dalla regia di Pizarro, autentico deus ex machina del gioco di quella squadra. L’anno di grazia è il 2004-2005, sessantadue punti, quarto posto, e qualificazione ai preliminari della coppa dalle grandi orecchie.
ROMA, IL DESTINO - Una volta raggiunto il traguardo europeo e archiviata la festa, Spalletti decide che è tempo di cambiare. C’è la Roma nei suoi sogni e nel suo destino, la Roma che ha chiuso la stagione salvandosi, che ha cambiato quattro allenatori. La Roma di Totti-Montella-Cassano contro tutti. L’approdo non è semplice, critiche e sms minatori invadono la memoria del suo telefono e la cassetta della posta di Trigoria. Lui non si spaventa. Va avanti, parte male, si rialza. Poi, il miracolo: Totti centravanti, Perrotta trequartista e tanti saluti a Cassano, impacchettato e spedito destinazione Madrid. Da quel momento undici vittorie consecutive, secondo posto (grazie a calciopoli) e di nuovo Champions League. E poi, nei due anni successivi, due Coppe Italia, altri due secondi posti, il titolo italiano dello scorso anno accarezzato per un’ora e poi sfumato nella bolgia di Catania. Questo è stato ed è Luciano Spalletti. E questa è la sua partita. Perché dopo tutta la gavetta e gli anni di provincia, forse è anche merito suo se oggi Udinese e Roma sono lì, a confrontarsi nel calcio dei Grandi. (romanews.eu)

2 Comments:

  1. FscoMisc said...
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    nostra piattaforma blogger, il gadget "segui questo blog (follow), che evidenzia l'elenco, con eventuale foto, degli utenti che seguono il nostro blog. Io l'ho già fatto, aggiungilo pure tu è sarò contento di inserirmi tra i tuoi
    visitatori. Così facendo possiamo formare la nostra community.

    saluti
    francescomisc
    www.interclubacquaviva.blogspot.com
    massi said...
    domenica è una bella sfida,la roma darà tutto secondo me...bella vittoria in uefa,spero la vinciate voi..hola

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