lunedì 1 dicembre 2008
Di seguito le `chicche` della 14.a giornata. .
- La Lazio in trasferta non ha mai pareggiato: 3 vittorie e 4 k.o.
- Solo un punto fuori casa finora per la Sampdoria, che non segna in trasferta da 306 minuti.
- I salentini non vincono da 9 turni, nei quali hanno raccolto 6 pari e 3 sconfitte.
- Nelle quattro partite disputate da quando Mihajlovic siede sulla panchina rossoblu` il Bologn ha sempre pareggiato.
- L`Inter e` in serie utile da 9 turni: 7 successi e 2 pareggi.
- Contro la Juventus la Reggina ha subito il settimo k.o. esterno.
- Il Milan ha perso dopo 11 risultati utili consecutivi (8 vittorie e 3 pareggi).
- In trasferta la Fiorentina non pareggia da 15 gare: 4 successi e 11 k.o.
- Contro il Torino il Siena ha giocato la 200.a gara in serie A.
- Il Chievo vince dopo sei sconfitte di fila e 526 minuti senza reti.
(agm-ds)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Ecco le pagelle della 14ª giornata di serie A.
PALERMO 9 - Que viva Palermo! In Spagna saluterebbero così il clamoroso e meritatissimo 3-1 sul Milan. Miccoli apre, Simplicio chiude il 3-1, con la preziosa partecipazione di Amelia che para il rigore di Ronaldinho sullo 0-0 e Cavani che firma il 2-0 del kappaò. E allora applausi a tutti, perché questo è il successo di tutta la squadra.
ROMA 8,5 - Bentornato grande Totti e bentornata grande Roma. La squadra di Spalletti infila la terza vittoria consecutiva in campionato, che vale doppio perché ottenuta contro la Fiorentina nel primo di tanti scontri diretti per arrivare al quarto posto. Non al quartultimo, come si temeva dopo la pessima partenza.
JUVENTUS 8 - Sembra un 4x4 per come schiaccia sulla neve la fragile Reggina. Uomo simbolo Camoranesi che rimane in campo con una spalla fuori uso e segna il primo di quattro gol con quattro firme diverse. Visto l'ultimo Milan, siamo sempre più convinti che la Juventus abbia più equilibrio e continuità per contrastare l'Inter.
INTER 7,5 - Voto abbassato perché dopo lo splendido avvio con due gol in 25', concede troppo spazio al Napoli tenendo la vittoria in bilico fino all'ultimo secondo. Ma intanto raddoppia i punti di vantaggio, da 3 a 6, sul Milan allontanandolo come la Juventus. Con la migliore difesa e il miglior attacco, alla pari della Lazio che l'aspetta sabato.
ATALANTA 7,5 - Se giocasse sempre in casa, sarebbe da scudetto. Contro la Lazio da quartieri alti, ottiene il sedicesimo punto su venti. E ancora una volta complimenti a Floccari che firma il definitivo 2-0 con un gol di gran di classe. E' il settimo nel suo splendido campionato, come un altro nerazzurro: un certo Ibrahimovic.
CAGLIARI 7 - Altri tre punti, meritati, verso una classifica di sorprendente tranquillità. Al di là del gol di Jeda che si sostituisce ad Acquafresca, colpisce l'ordine tattico della squadra, non a caso alla quarta vittoria consecutiva in casa.
CHIEVO 7 - Il voto più alto del suo campionato dopo un avvio da brividi. La fortuna che tante volte gli aveva voltato le spalle ricompensa il Chievo, alla sua prima vittoria in trasferta, dopo 6 sconfitte consecutive. E anche se è sempre ultimo, sarebbe sbagliato considerarlo già avviato verso un immediato ritorno in B.
SIENA 7 - Tanti auguri Siena, per la gara numero 200 in serie A. Fatica a segnare anche contro il Torino, ma dietro il suo ultimo 1-0 firmato Maccarone c'è un gioco che convince sempre e la classifica quindi non deve più sorprendere.
CATANIA 6,5 - Non vince, ma piace per come aggredisce il Lecce. Paolucci che segna la sua quarta rete e Plasmati che lo affianca sono una gran coppia. E allora Zenga fa bene a sognare un altro dispetto siciliano al Milan, nel suo derby di domenica prossima a San Siro.
FIORENTINA 6,5 - Per la serie "il risultato non è tutto", applausi alla Fiorentina che gioca alla pari con una grande Roma e perde soltanto perché capitan Mutu incide meno di capitan Totti. E se Prandelli, altre volte molto critico con la squadra, stavolta è contento vuol dire che i viola sono sulla strada giusta.
BOLOGNA 6 - Il quarto 1-1 consecutivo di Mihajlovic suscita più rimpianti dei precedenti. Perché dopo aver rimontato lo svantaggio con il solito piccolo grande Di Vaio, al suo ottavo gol in campionato, il Bologna sfiora anche la vittoria. E di questo passo arriverà presto.
GENOA 6 - Se Rubinho è il migliore in campo, si possono capire le difficoltà del Genoa che interrompe la serie di 6 vittorie consecutive in casa contro il Bologna. Un motivo in più per arrivare al derby con una carica maggiore.
LECCE 6 - Strappa un punto importantissimo sul difficile campo del Catania, dopo due sconfitte consecutive. Ha il merito di non arrendersi mai, sfruttando con Castillo un errore della difesa del Catania.
NAPOLI 6 - Da assolvere malgrado la sconfitta. Parte male, ma ha la forza di riprendersi e nella ripresa costringe l'Inter a difendersi. Grandissimo Lavezzi, al quarto splendido gol in campionato, ma troppo solo sotto porta.
SAMPDORIA 5 - A Cagliari si conferma troppo fragile in trasferta, dove ha ottenuto soltanto un punto e segnato appena due gol. Il rientro di Palombo non basta, perché Cassano non incide e più in generale la squadra paga a livello fisico la gara di giovedì in coppa Uefa.
LAZIO 4,5 - Conserva il miglior attacco, ma a Bergamo non lo dimostra. Incapace di reagire dopo il primo gol, si arrende senza alibi dimostrando di non aver ancora superato lo shock per la sconfitta nel derby. Ma sabato a Roma contro l'Inter ha la grande occasione per riscattarsi.
REGGINA 4,5 - Non basta ripetere la formula della prima delle due vittorie consecutive a Udine, senza Corradi, con Cozza e Brienza in attacco. La Juventus mette a nudo dall'inizio alla fine il grave limite dei calabresi: una difesa colabrodo, la peggiore del campionato, già battuta 28 volte, con una preoccupante media di 2 a partita. Unico alibi, il valore degli avversari.
TORINO 4 - Un po' su e tanto, troppo, giù. Quinta sconfitta consecutiva esterna, con l'impressione di una squadra che non è ancora squadra, ma un cocktail mal riuscito di giocatori sopravvalutati.
UDINESE 4 - Quattro come le sconfitte consecutive. Nervosa come dimostra l'espulsione di Di Natale, sfortunata come dimostra l'autorete di Felipe, ma soprattutto irriconoscibile come dimostra la sua partita. A quando il ritorno della spavalda Udinese che aveva incantato tutti?
MILAN 3 - Tre come i gol che incassa dal Palermo nella sua partita peggiore della stagione. E tre come le sconfitte in campionato, dopo quelle contro Bologna e Genoa, non a caso anche allora senza Gattuso, quest'anno più importante di Kakà. Spreca con Ronaldinho il rigore che poteva portarlo in vantaggio. Poi affonda nella ripresa, sballottato dal ritmo superiore del Palermo. La triste conferma che non basta il miglior Ronaldinho, per risolvere i vecchi problemi del Milan.
(gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Tra i più è facile trovare il Palermo, mentre tra i meno di questa giornata indovinate chi cì'é? l'Udinese alla quarta sconfitta consecutiva + L'INTER - Corazzata
+ IL PALERMO - Incazzato
+ IL CHIEVO - Indomito
- LA FIORENTINA - Non è tutto oro quel che luccica
- IL MILAN - Il Lupo perde il pelo ma non il vizio...
- L'UDINESE - Perde e basta
(udineseblog)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Ecco gli episodi da moviola della 14ª giornata di serie A.
ATALANTA-LAZIO 2-0
Lichtsteiner tocca appena Valdes: non pare rigore. Bergonzi concede un bel vantaggio dopo un fallo su Floccari e nasce l’1-0. Regolare il raddoppio: Flocari tenuto in gioco da Radu.
CAGLIARI-SAMPDORIA 1-0
All’inizio del secondo tempo Saccani si distingue scorgendo una trattenuta con blocco di Lopez su Dessena che lo porta ad annullare un gol a Conti.
CATANIA-LECCE 1-1
Regolari i gol di Paolucci e Castillo. Nella ripresa al 7’ Polenghi non accetta il giallo di Dondarini, ma il fallo su Bigianti è duro. Fermato Mascara lanciato verso rete per un fuorigioco che non c’è. "Bendata" la panchina del Lecce, rotta con un pugno dal tecnico Beretta.
GENOA-BOLOGNA 1-1
Al 34’ l’assistente Foschetti fa annullare un gol a Vanden Borre: fuorigioco su assist di Juric. All’84’ mani di Moras su tiro di Gasbarroni deviato da Valiani: involontario.
INTER-NAPOLI 2-1
Sfugge un doppio controllo di Ibrahimovic con entrambe le braccia. Intervento duro di Aronica su Cruz. Rosetti e Papi fanno bene a convalidare il 2-1 di Lavezzi, tenuto in gioco da Cambiasso e Samuel sull’assist di tacco di Zalayeta.
JUVENTUS-REGGINA 4-0
Dopo 5 minuti Camoranesi s’infortuna: contatto con Barillà e caduta difettosa. Il dolore gli fa perdere la calma e al 25’ protesta ricevendo il giallo. Un minuto dopo Valdez stende Del Piero: cartellino anche a lui. Al 23’ della ripresa gol annullato alla Reggina: Brienza batte una punizione senza aspettare il fischio di Damato, mentre Manninger sistema la barriera. Al 28’ rigore: Cirillo tocca la gamba di Giovinco. Intervento non clamoroso, ma il tocco c’è.
PALERMO-MILAN 3-1
Al 3’ rischia Bonera con un’ostruzione decisa appena fuori area su Miccoli: Rocchi lascia andare. Al 23’ tiro di Cavani, ma è in fuorigioco non sbandierato da Rossomando. Capovolgimento di fronte, scatta Pato, Amelia gli esce incontro e prende il rossonero: le gambe sono fuori area, il tronco e il braccio con cui tocca Pato sul fianco già sofferente sono sulla linea per cui la decisione di Rocchi e D’Agostini di dare rigore è accettabile. Amelia para su Ronaldinho senza muoversi in avanti. Al 37’ contatto tra Maldini e Miccoli che però trascina la gamba e poi sorride al capitano stringendogli la mano. La ripresa. Al 14’ pescato in fuorigioco Inzaghi: inutile il tiro di Shevchenko (comunque parato). Al 19’ bomba di Jankulovski che esplode contro petto e braccio di Cassani: Il tocco sembra involontario. Al 37’ Bovo mette giù Ronaldinho: giusto il rigore, stavolta è gol.
ROMA-FIORENTINA 1-0
Juan entra su Mutu e tocca prima il pallone: Tagliavento vede bene e non dà rigore. Invece potrebbe essere da rigore, anche se non clamoroso, l’intervento del romanista su Gilardino al momento del cross di Jovetic: un po’ lo trattiene, un po’ lo tocca con l’anca. Qualche piccolo dubbio per una spinta di Cassetti a Mutu in elevazione. Baptista si lamenta, ma è giusto fermare l’azione per fuorigioco di Vucinic.
SIENA-TORINO 1-0
Sfortunatissimo il Torino sul gol: Maccarone sarebbe in fuorigioco, ma viene messo in posizione regolare da un retropassaggio di Barone.
UDINESE-CHIEVO 0-1
L’Udinese meriterebbe rigore per una cintura di Moro a Floro Flores al 18’, sullo 0-0. Quattro minuti prima sempre Moro sposta Floro Flores, ma qui la scelta di Trefoloni di lasciar correre è condivisibile. Come quando Yepes stringe le braccia al petto per evitare di commettere fallo di mano e il cross ravvicinato di Sanchez gli va addosso. Annullato giustamente dal guardalinee Biasutto un gol a Di Natale per fuorigioco. L’attaccante della Nazionale al 12’ della ripresa bisticcia con Moro, gli mette entrambe le mani guantate sul viso e gli dice qualcosa: rosso giusto e giallo per l’avversario. Nel finale intervento dubbio di Lukovic su Luciano.
(gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
domenica 30 novembre 2008
Il Milan alza bandiera bianca. La pianta al Barbera, assediato e sbeffeggiato dal Palermo che gli rifila un 3-1 strameritato. Nella serata in cui non funziona nulla, i rossoneri vengono sovrastati dai rosanero che per novanta minuti dettano legge e vanno in gol nella ripresa con Miccoli, Cavani e Simplicio. La reazione rossonera ha il marchio di Ronaldinho che accorcia su rigore, dopo averne sbagliato uno nel primo tempo, con la grande deviazione di Amelia. Un Milan sconcertante che senza Kakà e Gattuso non entra mai in partita e reagisce quando ormai è troppo tardi. L'Inter adesso è un punto sbiadito in lontananza. Sei punti più in alto.
STRATEGIE - Per Davide Ballardini il Milan si poteva battere solo con intelligenza tattica, velocità e potenza atletica. Ai rossoneri ha opposto il 4-3-1-2, con Simplicio alle spalle di Miccoli e Cavani, due elementi che lo scorso anno fecero impazzire i rossoneri. Carlo Ancelotti a centrocampo si è affidato a Flamini, Pirlo e al ritrovato Ambrosini, mentre in attacco, davanti a Seedorf e Ronaldinho, ha schierato Pato. Poi il pacchetto difensivo con Zambrotta e Maldini, ovvero esperienza da vendere, con il senno di poi insufficiente.
FURIA ROSANERO - Scontato, infatti, il copione del primo tempo. I rosanero non badano a spese e aggrediscono, mentre il Milan punta a mantenere equilibrio fra difesa e centrocampo. Obiettivo: subire il meno possibile il gioco avversario e, di conseguenza, evitare di andare in paranoia. Non resta che aggrapparsi allla ripartenza, troppo lenta a dire il vero per intimorire i rosanero che rispondono con il pressing alto e incrociano una serata di grazia. Al guizzo di Pato che spara su Amelia pronto a deviare in angolo (ma a sbagliare è il brasiliano), risponde Miccoli in due occasioni. E qui sale in cattedra Abbiati che compie almeno tre parate decisive. Funziona a perfezione l'asse Balzaretti-Miccoli; sulla fascia sinistra il Palermo è micidiale e il Milan soffre. Inoltre i frenetici batti e ribatti nell'area rossonera dilatano l'inquietudine della difesa che spesso si inguaia da sola.
SERATA MICCOLI - Al 25' Amelia stende Pato sulla linea del limite. Rocchi assegna il rigore, ma Ronaldinho si fa parare il rigore dal portiere palermitano. Alla grande occasione gettata al vento corrisponde il forfait di Pato che lascia dolorante per Inzaghi. L'errore di Dinho o la prodezza di Amelia, inaugurano il gran finale del Palermo che assedia il Milan, incapace di oppore marcature ad hoc all'imperioso pressing rosanero. A salire in cattedra, oltre ad Abbiati, è Ambrosini, onnipresente e perfetto: ultimo baluardo che si sacrifica da leone. Ma l'ultimo squillo è di Ronaldinho. Punizione dal limite e palla che finisce sulla traversa, come dire che al funambolo di Porto Alegre le soluzioni facili non piacciono. Un po' come a Miccoli che al 5' della ripresa trova l'angolo giusto. Strepitoso il gol del leccese: una fiondata dal limite che si infila alla sinistra di Abbiati.
DILAGANTI - E' impressionante la capacità del Palermo di mantenere alto il ritmo, senza concedere allo stesso tempo nulla al Milan che cambia due uomini a centrocampo: Ambrosini e Flamini per Shevchenko e Emerson. Scelte ininfluenti. Non è azzardato definire i rossoneri del Barbera impalpabili e non pervenuti. Al 14' arriva infatti il meritato 2-0. Liverani verticalizza alla Pirlo e Cavani di testa infila imperiosamente alla Borriello. L'involuzione è totale e il Palermo staripa con Simplicio che infila al 35' il 3-0 di testa. L'orgoglio del Milan si chiama Ronaldinho: il brasiliano conquista da solo un rigore netto che trasforma al 38'. Ma è troppo tardi per riacciuffare un pari immeritato. Passa il Palermo; per il Milan ridimensionato, un k.o. clamoroso su cui meditare a lungo. (gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Ecco tutti i risultati finali della 14^Giornata di Serie A:
Catania-Lecce 1-1
Juventus-Reggina 4-0
Atalanta-Lazio 2-0
Cagliari-Sampdoria 1-0
Genoa-Bologna1-1
Inter-Napoli 2-1
Roma-Fiorentina 1-0
Siena-Torino 1-0
Udinese-Chievo 0-1
Palermo-Milan ore 20.30
Classifica Serie A
1 Inter 33
2 Juventus 27
3 Milan 27
4 Napoli 24
5 Lazio 23
6 Fiorentina 23
7 Genoa 22
8 Catania 22
9 Udinese 21
10 Atalanta 20
11 Siena 19
12 Palermo 17
13 Cagliari 17
14 Roma 17
15 Sampdoria 16
16 Lecce 13
17 Torino 12
18 Reggina 11
19 Bologna 10
20 Chievo 9
Classifica marcatori
Diego Milito (Genoa) 11
Alberto Gilardino (Fiorentina) 9
Marco Di Vaio (Bologna) 8
Amauri 'Amauri' Carvalho de Oliviera (Juventus) 7
Sergio Floccari (Atalanta) 7
Zlatan Ibrahimovic (Inter) 7
Giuseppe Mascara (Catania) 7
Mauro Zárate (Lazio) 7
Bernardo Corradi (Reggina) 6
Marek Hamšyk (Napoli) 6
Fabrizio Miccoli (Palermo) 6
Ronaldo 'Ronaldinho' de Assis Moreira (Milan) 6
Prossimo turno
Chievo-Roma 18:00
Lazio-Inter 20:30
7/12/2008
Atalanta-Udinese 15:00
Cagliari-Palermo 15:00
Lecce-Juventus 15:00
Milan-Catania 15:00
Napoli-Siena 15:00
Reggina-Bologna 15:00
Torino-Fiorentina 15:00
Sampdoria-Genoa 20:30
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Non delude le aspettative il match di San Siro tra Inter e Napoli, finisce 2-1, nerazzurri a +6 sulle seconde. In attesa del posticipo tra Palermo e Milan, la squadra di Mourinho fa il vuoto dietro di se lasciando a sei lunghezze Milan e Juventus, e manda i partenopei a meno nove dalla vetta.
Succede tutto nel primo tempo: apre Cordoba con una bella girata su azione di calcio d’angolo, raddoppia Muntari con un colpo di tacco su assist di Maicon e accorcia le distanze Lavezzi, smarcato splendidamente da un tacco di Zalayeta. All’Olimpico la Roma passa di misura sulla Fiorentina, alla terza sconfitta consecutiva in trasferta, grazie a un gol di Totti. Questa volta niente cucchiaio, solo un bel destro da fuori area che Frey non riesce a respingere. Colpo esterno del Chievo a Udine (espulso Di Natale) che trova i tre punti con un’autorete di Felipe, i gialloblu non vincevano dalla prima giornata. Vittorie di misura anche per il Cagliari sulla Sampdoria e per il Siena sul Torino, decidono rispettivamente Jeda e Maccarone. L’Atalanta ritrova il sorriso grazie alla coppia Valdes-Floccari e, dopo la sconfitta di Reggio Calabria, arriva la vittoria per 2-0 contro la Lazio, alla seconda sconfitta in tre partite. Finisce 1-1 tra Genoa e Bologna, e` il quarto di fila per la formazione di Mihajlovic, con gol di Sculli e del solito Di Vaio.
(Datasport)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Prima c’era la zona Cesarini con la quale venivano etichettati i gol decisivi segnati negli ultimi minuti di gioco, adesso si segna sempre più spesso oltre il 90’ durante i minuti di recupero. L’ultima prodezza è di Pippo Inzaghi giovedì in Coppa Uefa: suo il gol del pareggio del Milan a Portsmouth al 92’.
CESARINI E LA ZONA - Zona Cesarini fa ormai parte del linguaggio comune: si usa quando si parla di una soluzione in extremis, dalla crisi dell’Alitalia a un accordo sindacale, ha dato il nome ad una trasmissione radiofonica, a un’iniziativa a Senigallia dove è nato Cesarini per ricordare il grande calciatore, lo troviamo spesso nei blog. Renato Cesarini, nato a Senigallia ma emigrato subito in Argentina, ha conquistato nella Juventus 5 scudetti consecutivi da giocatore dal 1930 al '35, uno da allenatore nel 59-60. Nella Nazionale italiana ha giocato 11 partite, segnando tre reti. Una di queste creò la zona Cesarini. Era il 13 dicembre del 1931, l’Italia affrontava al Filadelfia di Torino l’Ungheria. Gli azzurri due volte in vantaggio furono raggiunti per due volte dagli ungheresi. Decise un gol di Cesarini al 90’. Fu il giornalista Eugenio Danese a parlare di zona Cesarini commentando la domenica successiva un gol in campionato. Bastò soltanto quella partita per creare un mito. Cesarini segnò nella Juve altri gol negli ultimi minuti, talvolta non decisivi. Ma la zona Cesarini è legata soltanto a quel gol, anche perché l’italo-argentino in Nazionale non segnò più gol nella fase finale delle partite.
NASCE IL RECUPERO - Bisognerà aspettare il 1994 per quantificare i minuti di recupero in una partita. Troppe interruzioni, le sostituzioni, le proteste riducevano di fatto i 90’ minuti di gioco effettivo. Blatter segretario generale della Fifa, dopo Italia '90 impone alle federazioni nazionali che gli arbitri recuperino il tempo perduto. In Italia ha un valido alleato in Casarin, designatore degli arbitri. Ma ancora non ci sono regole certe: il recupero viene fissato intorno ai tre minuti. Nel 1992 la Fifa decide che dai mondiali del 1994 verranno resi pubblici i minuti di recupero: l’arbitro li comunicherà al quarto uomo, che provvederà ad informare anche gli spettatori segnalando da bordo campo quanto si dovrà giocare oltre il 90’.
REGOLE CERTE - Ma come calcolare i minuti di recupero? Basta la discrezione dell’arbitro? No. L’11 febbraio del 1996 la svolta in Italia. Casarin stabilisce i criteri del recupero: un minuto per una sostituzione in barella, trenta secondi per ogni sostituzione, più eventuali altri minuti per perdite di tempo. Diventa importante la figura del quarto uomo: sarà lui a mostrare il cartello indicatore alla fine del primo e del secondo tempo, su indicazione dell’arbitro, dei minuti di gioco da recuperare. Fine delle polemiche? Non proprio, ma almeno qualcosa si è fatto.
CHE COLPI DI SCENA - Entra nella storia la finale di Champions nel 1999. Al Camp Nou di Barcellona il Bayern è in vantaggio sul Manchester Utd (1-0) dopo aver dominato e colpito due pali. Ma non ha fatto i conti con i Red Devils: Sheringham al 46’ e Solskjaer al 47’ capovolgono il risultato e assegnano la coppa al Manchester nei minuti di recupero.
RECUPERI PREZIOSI - Campionato italiano 2008-2009, la zona recupero diventa sempre più decisiva. Sono sei i gol segnati dopo il 90’ che hanno cambiato il risultato. Ma sono tanti anche i gol segnati negli ultimi minuti di gioco, anche questi decisivi... Ecco quelli della zona recupero: Cordoba dell'Inter al 91' in Reggina-Inter, 10ª giornata, 1 novembre (2-3); Cicinho della Roma (autogol) al 92' in Bologna-Roma, serie A, 11ª giornata, 8 novembre (1-0) Cruz dell'Inter al 92' in Inter-Udinese, 11ª giornata, 9 novembre (1-0); Esposito del Lecce al 93' in Lecce-Milan, 11ª giornata, 09-11-08 (1-1); Succi del Palermo al 92’ in Bologna-Palermo 1-1 13ª giornata (22 novembre); Conti del Cagliari al 95’ in Napoli-Cagliari 2-2 13ª giornata (22 novembre). Il Milan invece è lo specialista dei gol dopo il 90’ in Coppa Uefa. Aveva cominciato Ronaldinho al 92' contro il Braga il 6 novembre a San Siro dando la vittoria al Milan, ha chiuso giovedì in Inghilterra Inzaghi che realizza al 92' il gol del 2-2. Pensate: senza i gol di Cordoba e Cruz l’Inter avrebbe quattro punti in meno e sarebbe seconda dietro il Milan. E il Milan senza Ronaldinho e Inzaghi avrebbe tre punti in meno e sarebbe secondo nel suo girone alle spalle del Wolfsburg di Barzagli e Zaccardo. Aveva ragione il saggio Boskov: "Partita finisce quando arbitro fischia".
(Gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
sabato 29 novembre 2008
La Juventus è ripartita. Dopo il brusco stop con l'Inter travolge la Reggina sotto la neve e si riporta per il momento al secondo posto, a tre punti dall'Inter. Gol di Camoranesi, Amauri, Chiellini e Del Piero. Che si gode il 250° gol con la Juve, che arriva dal dischetto del rigore.
NEVE E GOL - Fa freddo. Tanto. E nevica che neanche a San Pietroburgo in Champions... E la gara stenta a decollare. Come un aereo che si muove pigro sulla pista, inibito da altrui precedenze. La Reggina è venuta coperta a Torino, e non solo per colpa del clima. In panca Corradi, centravanti da 6 gol. Davanti Cozza, assistito da Brienza. A Udine ha funzionato. Qui no. Chiellini svetta su un angolo dalla destra: fuori. Punizione violenta di Del Piero dalla grande distanza, Campagnolo respinge. Il gol è nell'aria gelida. Lo segna Camoranesi su assist di Nedved, lanciato sulla sinistra da un tacco di Del Piero. La curiosità è che Camoranesi si era fatto male al 6' e Ranieri aveva già chiamato Marchionni per il cambio. Poi l'italo-argentino ha chiesto di poter rimanere in campo, con il braccio destro dolorante attaccato al corpo anche durante la corsa. E ha avuto ragione lui. Tornando al gol. Il 2-0 poi lo firma Amauri, che timbra il settimo centro in campionato in mischia, di forza, con un destro sottomisura. Gol che aveva solo sfiorato Nedved, cui Del Piero aveva creato il via libera come neanche un gatto delle nevi con un velo geniale, Campagnolo provvidenziale. E la Reggina? Dispersa nel bianco dell'Olimpico come uno sciatore perso nella nebbia. Un unico guizzo amaranto, ma di quello che creano brividi indipendenti dalla temperatura. Santos colpisce infatti la traversa a Manninger battuto. Ma il 2-0 all'intervallo ci sta tutto.
SI FA LA STORIA - La gara non ha più storia. Ma c'è ancora tempo di fare una storia più grande di quella circoscritta ai 90' torinesi. Chiellini si regala di testa il gol del 3-0 che è la ciliegina su una prima parte di stagione favolosa. Poi Brienza segna su punizione. Ma l'arbitro non convalida. Punizione da calciare nuovamente. E stavolta la punizione di Brienza è appena alta. Ma sono dettagli. Il momento che tutti i tifosi di casa attendono arriva al 29' della ripresa. Rigore conquistato dal subentrato Giovinco, a contatto in area avversaria con Cirillo. Sul dischetto va Del Piero. E realizza il suo 250° gol per la Juventus. La festa Juve è completa.
DEL PIERO - "Sono contento se gioco bene, ancora di più se segno. I record uniti alla vittoria mi fanno ancora più contento. Spero che si abbinino a obiettivi importanti. Domani Tobias (il figlio, ndr) o Inter-Napoli? Tobias, e poi un occhio o un orecchio alla partita...". (gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Un pareggio al "Massimino" quest'anno non si era ancora visto. Il Catania lascia un punto al Lecce, che torna dalla Sicilia con un 1-1 che non interrompe però la serie nera dei pugliesi, senza vittoria dal 28 settembre scorso. Alla squadra di Zenga non basta il gol di Paolucci dopo il quarto d'ora della ripresa, pareggiato otto minuti dopo da Castillo, entrato in campo sessanta secondi prima di impattare la partita. Eppure i rossazzurri hanno creato le occasioni migliori, colpendo anche un legno con Paolucci e trovando Benussi sempre pronto a salvare la porta del Lecce.
SCELTE - Zenga cambia gli esterni di difesa, preferendo Sardo e Sabato a Silvestri e Alvarez. In attacco Paolucci e Plasmati sono supportati da Mascara. Beretta invece sceglie il 4-4-1-1, piazzando Giacomazzi a sostegno dell'unica punta Tiribocchi. Al centro della difesa c'è Schiavi e non Diamoutene.
ASSALTO - I padroni di casa, che davanti al proprio pubblico hanno vinto sei gare su sette, cominciano a mille all'ora, rendendosi pericolosi soprattutto su calcio piazzato. Tra il 7' e il 9' il Catania ha tre occasioni dalla bandierina, con Benussi chiamato agli straordinari su colpo di testa di Sardo, dopo aver disinnescato i tiri a rientrare dalla sinistra di Mascara. Al 13' prima occasione per il Lecce, con Tiribocchi che spara sull'esterno della rete da dentro l'area.
BANDIERINA - Gli ospiti sono in difficoltà e il Catania prova ad approfittarne. Al 23' Mascara batte un altro corner a rientrare, Benussi respinge di pugno proprio sui piedi di Stovini, che però da due passi manda alle stelle anziché nella porta sguarnita. Passato il pericolo il Lecce prende le misure, complice anche un calo di Plasmati, che dopo aver fatto suoi di testa tutti i palloni lanciati in avanti dai compagni viene ingabbiato da Schiavi e Fabiano.
EFFETTO PAOLUCCI - La ripresa si apre con ritmi alti e nel segno del numero 9 del Catania, che dopo 8' colpisce il palo con un gran sinistro da dentro l'area. Poco dopo il quarto d'ora Paolucci sblocca il risultato, raccogliendo un assist involontario di Biagianti e facendo secco Benussi con un bel diagonale che gli vale la quarta rete in campionato.
CASTILLO - Fatto l'1-0 il Catania arretra il proprio baricentro, lasciando al Lecce la possibilità di fare la manovra. Beretta al 68' manda in campo Castillo, che un minuto dopo ripaga il suo tecnico firmando la rete del pareggio. L'argentino raccoglie una sponda di testa di Munari al limite dell'area, e fredda Bizzarri con un destro precisissimo che gli vale la terza rete stagionale. Il Catania incassa il colpo e non riesce più ad organizzarsi, il Lecce si accontenta del pareggio e torna dalla Sicilia con un punto che serve a muovere la classifica e a portare a quota 13 la squadra di Beretta. I rossazzurri invece ottengono il 22° punto stagionale.
(Gazzetta dello Sport)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
I migliori contro la Reggina, per riprendere subito il cammino interrotto sabato scorso a San Siro. Claudio Ranieri va sul sicuro per non fallire l'appuntamento di stasera, nel secondo anticipo della quattordicesima giornata. Ecco le ultime dai campi.
CATANIA-LECCE (ore 18)
Catania - Zenga recupera Carboni e lancia anche Biagianti a centrocampo. In attacco il tridente Paolucci-Plasmati-Mascara.
Lecce - Beretta potrebbe scegliere, a sorpresa, il modulo 4-4-1-1, provato in settimana, con Giacomazzi a supporto di Tiribocchi e Caserta pronto a inserirsi in zona-tiro. Il tecnico valuterà sino all’ultimo momento i ballottaggi tra Diamoutene e Schiavi, e tra Esposito e Antunes. (g.cal).
JUVENTUS-REGGINA (20.30)
Juventus - Del Piero e Amauri in campo dal 1'. Marchisio confermato a centrocampo, dove agiranno pure Camoranesi, Sissoko e Nedved. Si rivede Ekdal in panchina.
ATALANTA-LAZIO (domani, ore 15.00)
Atalanta - Sono 20 i convocati da del Neri per la gara con la Lazio. Non c'è Bonaventura, bloccato dalla febbre, ma si rivede Manzoni che potrebbe andare in panchina. Formazione in alto mare soprattutto a centrocampo dove non sono escluse sorprese, come l'inserimento di Valdes. Vieri è convocato, con ogni probabilità partirà dalla panchina, ma non si può escludere nemmeno un impiego a sorpresa dal primo minuto con Floccari decentrato a sinistra. (g.m.)
GENOA-BOLOGNA (domani, ore 15)
Genoa -
Bologna - Out per infortunio Castellini, Lavecchia e Volpi, fuori per squalifica Bombardini. Non sono stati convocati neppure Marazzina (affaticamento muscolare) e Paonessa che nell’allenamento odierno, prima della partenza per Genova, ha rimediato una distorsione alla caviglia sinistra. Bologna col probabile 4-4-1-1, con Marchini alle spalle dell’unica punta Di Vaio. Recuperato, per la panchina, Adailton, sulla destra di centrocampo possibile la partenza dal 1’ per Coelho.
INTER-NAPOLI (domani, ore 15)
Inter - Balotelli, Quaresma e Materazzi non convocati. Rispetto alla gara con il Panathinaikos torna Stankovic (fuori Figo). In difesa Cordoba e Samuel centrali. Conferme per Zanetti e Muntari. In attacco Ibrahimovic sicuro, probabile l'utilizzo di Adriano.
SIENA-TORINO (domani, 15.00)
Siena - Ventitré i convocati da Giampaolo per la sfida interna di domani del Siena con il Torino. Manitta, che accusa un problema all'adduttore sinistro, non è nella lista (in panchina andrà Jaakkola), mentre ci sono i vari Forestieri, Belmonte e Coppola. Questa mattina la squadra ha effettuato la consueta rifinitura a Colle val d'Elsa, quindi il ritiro. Giampaolo confermerà Jaolim a centrocampo al posto dello squalificato Codrea, dubbio in difesa per il ballottaggio fra Zuniga e Moti. In attacco conferma per il duo Ghezzal-Maccarone. (a.l.)
Torino - Dubbio Natali, nel Toro che si avvicina a Siena. Il centrale difensivo lotta contro un improvviso attacco di febbre. Oggi si è allenato, è convocato e domattina, a poche ore dalla partita, verrà valutato il suo stato di salute. Altrimenti c’è Di Loreto. L’acciaccato Saumel rimane a casa, in avanti dubbio Bianchi-Amoruso, mentre Rubin è in vantaggio su Pisano. (f.t.)
UDINESE-CHIEVO (domani, 15.00)
Udinese - Sembra chiara l'intenzione di Marino di confermare Pasquale in mediana come nell'ultima uscita di Firenze, mentre Felipe è il candidato principe a rilevare lo squalificato Domizzi in difesa. Stesso discorso per Sanchez, in predicato di sostituire sul versante destro dell'attacco Pepe. Saranno assenti per infortunio Isla, Ferronetti (che non si sono allenati neanche stamane con la squadra), oltre a Tissone (su cui sembra esserci l'interesse del Napoli) e Zapata. (s.m.)
Chievo - Il Chievo ha trovato il campo di Facagna, dove ha svolto la rifinitura, ridotto ad un acquitrino per la pioggia abbondante caduta in queste ore. L’allenamento è cominciato alle 11, un po’ in ritardo rispetto al programma, è si è concluso alle 12.20. Di Carlo ha fatto lavorare tutta la squadra a differenza di Iunco, che ha invece svolto una seduta differenziata per smaltire una contusione. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore. Provati schemi e calci piazzati. Moro è in vantaggio su Frey per la sostituzione di Malagò. Davanti Pellissier unica punta, a sinistra Langella e a destra Luciano, favorito su Esposito. Proprio un suo gol, quando ancora era Eriberto, consentì al Chievo di vincere al Friuli (l’altra rete di Per rotta, finì 2-1) nel primo anno di serie A del Chievo. (a.d.p.)
PALERMO-MILAN(domani ore 20.30)
Milan - Tegola per Ancelotti: durante l'ultima rifinitura si è fermato Gennaro Gattuso, che non è partito per la Sicilia così come Borriello.
(gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
venerdì 28 novembre 2008
A seguire tutte le designazioni arbitrali della 14^Giornata
Catania-Lecce (sabato ore 18): Paolo Dondarini di Finale Emilia.
Juventus-Reggina (sabato ore 20.30): Antonio Damato di Barletta
Atalanta-Lazio: Mauro Bergonzi di Genova.
Cagliari-Sampdoria: Massimiliano Saccani di Mantova.
Genoa-Bologna: Massimiliano Velotto di Grosseto.
Inter-Napoli: Roberto Rosetti di Torino.
Roma-Fiorentina: Paolo Tagliavento di Terni.
Siena-Torino: Emidio Morganti di Ascoli Piceno.
Udinese-Chievo: Matteo Trefoloni di Siena
Palermo-Milan (domenica ore 20.30): Gianluca Rocchi di Firenze.
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: arbitri, Serie a 2008/2009
Andrea Carnevale è stato ospite de 'Il Balon al è di Ducj', su Radio Onde Furlane in collaborazione con Udineseblog.it. Il dirigente bianconero non si è sottratto alle numerose domande facendo un ampio punto della situazione.
Partendo da come sta la squadra dopo le tre sconfitte consecutive: “penso che fino ad oggi questa squadra abbia fatto un ottimo campionato: non è una crisi di gioco ma di punti. A Firenze ha fornito una grande prestazione anche se il secondo tempo la squadra potevamo fare di più. Ma sul piano del gioco non solo eravamo alla apri della Fiorentina ma anche qualcosa di più”.pronti a prenderlo”.
Poi gli chiediamo della differenza di punti tra primi e secondi tempi. Per Carnevale “l'Udinese ha disputato quasi 20 gare con gli stessi giocatori. Credo sia fisiologico fare meglio nei primi tempi e poi nei secondi avere un calo. Qualche difficoltà senza dubbio c'è stata, però a mio avviso stiamo facendo un buonissimo campionato. Domenica arriva il Chievo ed è serena per disputare un nuovo campionato e fare bene”.
Ogni squadra comunque ha un calo fisiologico in ogni campionato. L'Udinese lo sta vivendo forse ora: “Senza dubbio, ma ripeto è una crisi di risultati e non di punti. A Milano abbiamo perso all'ultimo minuto a Firenze potevamo chiudere la gara con Floro nel primo tempo se non ci fosse stato anche un grande Frey, poi la Fiorentina è una grande squadre abbiamo giocato alla pari. Stiamo facendo un grandissimo campionato, anche se ci manca qualche punto.. Da domenica dobbiamo ripartire”.
Sabato può essere stata una questione anche di testa? “è anche possibile. E' una formazione che ha giocato tantissimo facendo grandi partite. Un calo fisiologico e anche un po' fisico ci può stare. Noi siamo l'Udinese non l'Inter. Abbiamo una grande rosa ma siamo l'Udinese”.
Sui tanti giocatori sparsi in giro ma controllati dall'Udinese Carnevale fa il punto della situazione: “Montiel è uno di quei casi che ti lascia sbalordito. E' un '88 quando è arrivato aveva doti enormi, l'abbiamo prestato alla Reggina dove ha avuto poco spazio ora è in Romania, anche se a mio avviso era meglio tenerlo qui magari in B. Candeva è quello che sta avendo più spazio rispetto a Migliorini e Laurito. Questi è andato in una buona società, ambiziosa, con 5 attaccanti esperti. Lui è in prestito ed è chiaro che abbia poco spazio. A gennaio o torna o andrà in B o in C”
Su Eremenko dice che “è in prestito e l'abbiamo apprezzato contro l'Arsenal. E' andato via perchè c'erano Asamoah, Obodo e Tissone riportato dopo un ottimo campionato. Pensavamo che con questi tre eravamo a posto. Innegabile che oggi qualche problema in questo reparto c'è”.
Arriverà certamente Zimling. Carnevale lo descrive così: “è un '85, nazionale. Assomiglia un po' a D'Agostino, buon fisico, mancino, uno che detta i passaggi dai buoni piedi”
Sempre sui giovani, quale sarà la prossima scommessa secondo Carnevale? “a parte Ighalo, dico Berget. Poi Mazzarani a centrocampo con già 2 campionati in C2. Abbiamo preso Mattila con grandi qualità tecniche. Lo hanno visto in Finlandia i nostri osservatori, ha sostenuto un provino qui, ha un gran fisico, ha un ottimo calcio da fuori area ed è un ottimo ragazzo. A gennaio sarà tesserato per la Primavera per augurarci che presto arrivi in prima squadra”
Infine si chiude parlando di qualche uscita importante come Obodo e Tissone: “io mi permetto di dire che posso solo parlare bene di Obodo che due anni fa ha fatto benissimo. Ha avuto un infortunio grave. Ma rimane un ottimo giocatore. Come detto da Pozzo se mancasse qualche centrocampista noi ci faremmo trovare. (udineseblog)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Interviste, Serie a 2008/2009
mercoledì 26 novembre 2008
Questo giro mi diverto a tirare un calcio nei palloni alle squadre che mi avevano illuso solo pochi giorni fa.
Mi aveva fatto sussultare l’inizio del torneo di Genoa, Napoli e Udinese.
Pensavo fosse una specie di nouvelle vague pallonara che poteva incarnare la mia speranza mai sopita di vedere un campionato vinto da quella che non ti aspetti, da quella che ribalta i piani stabiliti delle cose con l’arguzia con la quale Davide sconfisse Golia. Ho cullato questo stupido sogno perché credo che il calcio che si gioca in campo, in Italia, sia ancora una cosa che vale la pena di essere vista. Lo si è visto da qualche barlume di classe anche in questa giornata che ha consegnato all’anonimato le tre squadre cui è rivolta la mia invettiva. In serie A c’è polpa ed è tanta. Oltretutto la si trova in quantità ancora maggiore ben lontano dalle rose delle big.
Ho cullato questo stupido sogno perché ho visto il gioco delle tre squadre in questione riscontrandone la qualità necessaria a reggere l’urto di qualsiasi avversario. Ho cullato questo stupido sogno perché penso sinceramente (e senza alcun appiglio con la realtà) che nel calcio chi gioca meglio vince (dio che idiota che sono). Penso anche, già che ci sono lo dico, che l’arbitro non conti.
Ho cullato questo stupido sogno, ma sono stato tradito da questa grigia metà di novembre delle tre squadre menzionate. La peggiore? L’Udinese, tradita dalla voglia di sentirsi grande e da un pesante deficit di ossigeno. La banda di Marino, ora come ora, è uno sconclusionato meccanismo che lavora a intermittenza. Quando c’è ossigeno va, quando non c’è cala il nero. Ultime tre partite? Tre ko. Parliamo del Napoli? Parliamone, parliamo pure di quelle amnesie, di quei momenti di tregenda nei quali si infila Conti. Parliamo della scoppola rimediata a Bergamo e dei 4 punti rimediati sui nove disponibili? È indubbiamente una frenata. E il Genoa? L’esame con la grande è stato fallito clamorosamente, per un atteggiamento “da timida provinciale”. All’Olimpico contro la Lazio, poi, le buone cose fatte sono finite nello scarico del wc per un passaggio a vuoto del portiere e, molto probabilmente, per la mancanza di quella sicurezza nei propri mezzi che spesso si trasforma in punti. Sto parlando, naturalmente, della caratteristica delle grandi squadre, le quali vincono anche quando sono distratte, stanche, afflitte.
Niente di pazzesco, niente di trascendentale, niente di non prevedibile se il modo di ragionare è il solito, cioè quello che suggerisce la classifica di questi giorni e la spartizione degli scudetti degli ultimi 20 anni. Il gioco del calcio italiano non ha appeal? Beh, bella forza. Il gioco del calcio in Italia è quel affare (declinato in senso di “business”) che tutti si sbattono come dei pazzi e poi vincono sempre quelle tre: Inter – Juventus e Milan. Quindi è normale che, a un certo punto, quelle simpatiche squadrette tanto carine si facciano da parte e facciano strada. Mai come quest’anno, però, la distribuzione della classe e della qualità di gioco era stata così generosa con le sorelle minori dell’italica pelota.
Eppure al primo refolo di vento, le nostre simpatiche squadrette della nouvelle vague si sono arenate, sono finite sulla spiaggia a pancia in su. Ora ci godremo la solita girandola che poi fa vincere l’Inter perché le avversarie sono anche meglio, ma hanno meno tonnellate di muscoli. Però un calcio nei palloni alle altre, alle invitate alla festa che non ti aspetti, beh, quello mi viene da darlo. Se c’era un anno buono per vincerlo, ‘sto benedetto scudetto, in barba allo status quo, era questo. Ma mi sa che gli scricchiolii sinistri che ho visto e le facce terree di Marino, Reja e Gasperini mi dicono il contrario. (goal.com)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Editoriale, Serie a 2008/2009
Il Procuratore di Gaetano D'Agostino, Franco Zavaglia, ha parlato a Radio Kiss Kiss delle indiscrezioni di mercato che vedrebbero il suo assistito vicino alla Juve: "D'Agostino ha ormai raggiunto la maturità calcistica e in molti se ne sono accorti. A Udine, poi, ha aumentato le sue qualità e trovato il ruolo giusto in mezzo al campo. La Juve su di lui? Non mi risulta. Non c'è stato alcun contatto con il club bianconero, credo che si tratti di un'idea della società perchè seguiva il mio assistito già da prima. Ma, ripeto, non c'è stato alcun contatto".
(Udineseblog)
Il Presidente del Chievo in una intervista esclusiva alla Gazzetta lamenta i torti arbitrali subiti dalla sua squadra e dichiara tra l'altro:"Più facile sbagliare con noi che con altri". Il prepartita con l'Udinese è iniziato...
"Penso alla sofferenza che mi aspetta la prossima stagione".
Presidente Luca Campedelli, parole sue durante la festa-promozione a maggio. Aveva previsto tutto o era solo un cattivo presagio?
"Sapevo che ci sarebbero state delle sofferenze, me lo immaginavo. Ma di certo non pensavo di queste proporzioni, un pochino meno via…".
Che effetto le fa vedere il Chievo all’ultimo posto?
"L’avevo già visto e mi tocca rivederlo. Non è un bell’effetto. E sono convinto che riusciremo a toglierci da lì, abbiamo i mezzi giusti".
Che spiegazioni si è dato per questa crisi?
"Un insieme di cose. Ci sono state un po’ di carenze nostre, anche se alcune sono state aiutate…".
Ecco, appunto. Sette rigori contro, nessuno ne ha subiti tanti in serie A: cifra impietosa. Il Chievo sta pagando per degli episodi arbitrali?
"Nessuno pretende rigori a favore, né tantomeno chiedo favori. In questa situazione non è più possibile andare avanti. Non può capitare che nella stessa partita ci siano due metri di giudizio. Due arbitri possono sbagliare, ci mancherebbe. Ma lo stesso arbitro non deve ripetere l’errore due volte. Contro la Juve c’era l’espulsione di Sissoko per il calcio a Yepes. E Banti non fece nulla. E con la Fiorentina, per un fallo simile, Banti disse a un nostro giocatore di non simulare. Oltre che sui rigori, c’è una gestione strana delle ammonizioni e delle espulsioni. Non riesco più a capire, devo constatare solamente che manca uniformità di giudizio".
C’è della dietrologia o un disegno preciso?
"Un disegno no, non come qualche anno fa. Di arbitri avevo parlato una volta, nel 2006, prima dello scandalo del Calcio. E ce ne capitarono di tutti i colori. Ma se ora sto qui a rinvangare il passato, si inizia a pensare troppo male. Sicuramente c’è qualcosa. E’ più facile sbagliare con il Chievo rispetto che ad altre squadre. Ma a questo punto mandateci degli arbitri di serie C, così si allenano e fanno esperienza. Largo ai giovani, almeno diamo una mano a qualcuno. Meglio loro, che se fanno degli errori li fanno perché sbagliano".
Ma il Chievo si sente una vittima?
"Vittima non mi sento mai, ma danneggiato sì".
È il momento più difficile della sua presidenza?
"No, ma non è neanche tra i più esaltanti, ovvio. E’ stato più difficile in altre occasioni. Adesso bisogna saper affrontare la situazione e cavalcarla nel modo giusto, senza farsi prendere da un eccessivo sconforto. Il campionato è lunghissimo, ci sono da giocare ancora 26 partite. Quindi possiamo dimostrare qual è il vero Chievo. Se poi saremo scarsi, sarò io il primo ad accettare il verdetto e a non fare altre polemiche".
Di chi sono gli errori più gravi?
"Di tutti, nessuno escluso. Miei, dell’allenatore e dei giocatori".
L’esonero di Iachini: aveva delle perplessità in estate, forse ci voleva più coraggio prima?
"Non c’erano dubbi sul tecnico, quelle erano boutade giornalistiche. Dovevamo solo parlare con lui, la nostra filosofia è di fare contratti annuali. Se tornassi indietro lo rifarei? Con i se e i ma non si fa la storia".
Ha una voce battagliera, presidente, tutt’altro che rassegnata.
"È una mia abitudine, continuare a faticare e a lottare. Non sono di certo questi episodi a buttarmi giù. E, visto che di tempo ce n’è, adesso bisogna riscrivere la storia del Chievo".
(Gazzetta.it)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Se non poteva essere giudicato per il caso delle sim svizzere (e non lo è stato) non poteva esserlo nemmeno per Calciopoli. Ieri Luciano Moggi ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia federale della Figc, 16 pagine in cui l'ex direttore generale della Juventus ripercorre le sue tappe nelle aule del tribunale sportivo con una conclusione che ha subito innescato malumore ai piani alti di via Allegri.
Moggi chiede l'annullamento della squalifica di 5 anni più proposta di radiazione a 50 mila euro di ammenda perché, si legge nel rircoso, quando il 22 giugno 2006 fu deferito dal pm Palazzi non era più un tesserato della Figc da quasi un mese e mezzo, essendosi dimesso il 16 maggio.
Da dove nasce il contropiede di Big Luciano? Dalla sentenza della stessa Corte di Giustizia federale che, il 27 ottobre scorso, ha annullato la squalifica di 14 mesi che pesava su Moggi per la cosiddetta Calciopioli-2, il caso delle sim svizzere possedute da Lucianone e consegnate ad alcuni arbitri per poter parlare loro in gran segreto.
"L'inibizione di un anno e due mesi gli è stata tolta - così l'avvocato Paco D'Onofrio - perché è stata accolta la tesi dell'inguidicabilità di Moggi in quanto non più tesserato. Da lì la decisione di presentare il ricorso per cancellare anche la sentenza dell'estate di due anni fa, perché anche allora il mio assistito non aveva più la tessera Figc quanto è stato deferito dal procuratore federale".
Dunque Moggi si prepara ad un ritorno in grande stile: l'ex dg bianconero punta alla cancellazione della squalifica per poter rientrare nel mondo del calcio, senza che chi interagirà con lui rischi di finire sotto processo per aver avuto contatti con un inibito.
Il principio della non giudicabilità di un ex tesserato va a toccare un capitolo ancora scoperto nel codice di giustizia sportiva. Il presidente della Figc, Giancarlo Abete ha annunciato che il prossimo Consiglio federale metterà fine alla lacuna, creando una norma che permetta alle toghe del calcio di giudicare anche chi non è più in possesso della tessera Figc.
Intanto però il contropiede di Moggi fa discutere perché è stato proprio il massimo organo di giustizia sportiva, con la sentenza del mese scorso, a offrire l'assist al grande accusato di Calciopoli. Il ricorso di Moggi dovrà ora trovare spazio nell'agenda della Corte di Giustizia federale, che pare già pronta a creare una norma anti-Moggi. "C'è il principio della non retroattività da rispettare - sottolinea D'Onofrio -. Se dovesse nascere una nuova legge, non sarebbe applicabile a eventuali casi precedenti".
Moggi aspetta il verdetto sportivo del suo ricorso che potrebbe arrivare proprio mentre a Napoli si alzerà il sipario sul processo penale a Calciopoli e a Roma si conoscerà la sentenza di primo grado per il processo GEA, procedimento penale per il quale il pm Palamara ha chiesto 6 anni di condanna per Big Luciano.
(La Stampa)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
martedì 25 novembre 2008
L’ex attaccante di Udinese, Napoli e Roma, attualmente responsabile del settore giovanile dell’Udinese, Andrea Carnevale, è intervenuto a “Radio Goal”, sulle frequenze di Kiss Kiss Napoli, rilasciando alcune dichiarazioni:
”Udinese e Napoli da Champions? Sono d’accordo con Lippi, credo che le due squadre, al di là degli ultimissimi risultati, siano in grado di competere fino alla fine della stagione per un posto tra le prime quattro. Non credo alla Fiorentina, invece, mentre la Roma, che deve ancora recuperare la gara con la Sampdoria, può tornare in corsa. Le notti brave di alcuni azzurri? I giocatori sono esseri umani e soprattutto dei ragazzi, ogni tanto possono anche concedersi un’uscita, purché poi facciano vita regolare. Chi tra Denis e Zalayeta contro l’Inter? Chiunque scelga, Reja non sbaglierà: certo, in questo momento Denis mi sembra un po’ in calo ma per un ragazzo venuto dall’Argentina, giocare con continuità al primo anno in una piazza esigente come Napoli non è semplice. Zalayeta, invece, è un volpone, più scafato, abituato alle grandi sfide e soprattutto al campionato italiano”.
(Napolimagazine)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009
Il difensore del Milan Kakha Kaladze e' stato deferito alla commissione disciplinare della Figc per le critiche all'arbitro Farina. La decisione 'per avere espresso, nel corso di dichiarazioni rilasciate ad organi di informazione, giudizi e rilievi idonei a ledere direttamente o indirettamente la reputazione dell'arbitro della gara Torino-Milan del 23 novembre 2008'. Per responsabilita' oggettiva e' stato deferito anche il Milan. (Ansa)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Le altre di A, Serie a 2008/2009
Un turno di squalifica in serie A per Comotto, Kaka', Agostini, Bombardini, Criscito e Motta, Domizzi e Pepe, Lucchini e Malago'. I giocatori diffidati sono Natali e Barone (Torino), Silvestre (Catania), Conti (Cagliari), Russotto (Napoli), Bonera e Kaladze (Milan), D'Agostino (Udinese), Esposito (Lecce), Legrottaglie (Juventus), Mandelli e Pinzi (Chievo), Tognozzi (Reggina) e Mudingayi (Bologna). Queste le ammende per le societa': 4.000 euro al Napoli e 2.000 euro al Genoa. (Ansa)
((•)) Ascolta questo post - Preleva
Argomenti: Serie a 2008/2009








: 