lunedì 27 ottobre 2008
Che non fosse la domenica giusta per far resuscitare la Roma dall’inferno dei quattro gol nerazzurri e dal capoccione londinese di Terry, Spalletti lo doveva aver già capito dall’accoglienza che i suoi ex tifosi gli avevano riservato:
Bordate di fischi e quel coro irripetibile, lanciato a piena voce dai 16mila del Friuli, per poi finire con un secondo canto, dai toni più pacati ma dai contenuti ugualmente elettrizzanti, «Salta la panchina, a Spalletti salta la panchina».
Molto probabilmente tutta Udine si sarà ricordata del tormentato rapporto di odio e amore tra il toscano e la società bianconera, avrà ripensato all’addio dato in fretta e furia l’indomani della conquista di un posto nell’Europa che conta, quando ancora il tecnico aveva un anno di contratto con la società friulana, e sotto sotto avrà goduto. «La vita è una ruota che gira», amava ripetere Spalletti ai tempi di Udine. Ebbene sì, gli avrebbero tanto voluto ripetere i tifosi bianconeri ieri pomeriggio alle ore 16.47, mentre il triplice fischio di Saccani lanciava al contempo l’Udinese in vetta alla classifica e la Roma in piena zona retrocessione, caro Spalletti, la vita è una ruota che gira. E al tecnico sta girando veramente male. (Il Giornale)
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