venerdì 28 novembre 2008
Un Olimpico senza barriere, ovvero senza gabbie per i tifosi: l'Uefa chiede all'Italia di adeguarsi per la finale di Champions del 27 maggio. 'Questo - ha dichiarato il direttore delle competizioni dell'Uefa, Giorgio Marchetti - e' uno dei requisiti fondamentali per gli stadi che ospitano le nostre finali. E' previsto che gli impianti non abbiano all'interno separatori nelle zone di pubblico e tra le zone di pubblico e il campo: quindi, per intenderci, senza gabbie per i tifosi'.
(ansa)
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giovedì 27 novembre 2008
Raffaella Carra' e il suo 'Carramba che fortuna!' hanno vinto il duello di ascolti con la partita di Champions tra Inter e Panathinaikos. Il varieta' su Raiuno e' stato infatti seguito da circa 5,4 milioni di telespettatori, con il 19,76% di share, mentre la gara dei nerazzurri, su Raidue, e' stata seguita da poco piu' di 4,5milioni di persone. (Ansa)
Il destino degli allenatori è crudele: qualche mese fa, Maurizio Trombetta era un idolo al Cluj e ora finisce anch'egli sul banco degli accusati dopo l'ennesima battuta d'arresto in Champions che compromette in modo definitivo il sogno qualificazione.
Secondo il tecnico italiano, tuttavia, la Roma non ha avuto una supremazia schiacciante: "Sull'1-0 c'è una evidente responsabilità della nostra difesa e del nostro portiere - ha detto l'allenatore al sito dell'Uefa - la Roma di fatto non aveva mai tirato in porta. La squadra comunque ha reagito bene e sono contento di questo, perchè l'hanno fatto di fronte ad una compagine di grande spessore quale quella giallorossa".
(Gial.com)
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mercoledì 26 novembre 2008
A seguire tutti i risultati della 2^giornata del 5 turno di Champions.
Cluj-Roma 1-3
Bordeaux-Chelsea 1-1
Inter-Panathinaikos 0-1
Anorthosis-Werder Brema 2-2
Shakhtar Donetsk-Basilea 5-0
Sporting Lisbona-Barcellona 2-5
Athletico Madrid-Psv Eindohoven 2-1
Liverpool-Marsiglia 1-0
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Il Panathinaikos batte l'Inter a San Siro per 1-0 grazie alla rete di Sarriegui al 24° minuto del secondo tempo.
I nerazzurri nonostante questa sconfitta rimangono primi nel proprio girone e passano il turno
La lotta per il secondo posto sarà tra i greci e i ciprioti dell'Anorthosis
La situazione nel girone B dell'Inter:
Inter 8
Panathinaikos 7
Anorthosis 6
Werder Brema 4
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La Roma batte il Cluj 3-1 nel 5°turno di Champions League della fase a gironi.
Le reti sono state messe a segno all'11 del primo tempo da Brighi e al 23° da Totti con una magistrale punizione.
Kone ha accorciato le distanze al 30° del primo tempo per i rumeni.
Al 19° del secondo tempo Brighi ha chiuso la partita.
La Roma passa agli ottavi di finale
Per il Cluj terza sconfitta consecutiva in Champions League e matematica eliminazione.
Questa la situazione nel girone A della Roma:
Roma 12
Chelsea 8
Bordeaux 7
Cluj 4
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Villarreal, Manchester United, Bayern Monaco, Lione, Arsenal, Porto, Real Madrid e Juventus agli ottavi. La prima tranche della quinta giornata di Champions League ha già dato i suoi verdetti più importanti. Restano da assegnare le leadership dei gironi e i posti in Coppa Uefa.
GIRONE E
Villarreal-Manchester United 0-0
Partita mediocre al Madrigal, ma sufficiente per permettere a spagnoli e inglesi di accedere agli ottavi. C'è poco da raccontare della sfida, tranne, all'82', l'ineccepibile cartellino rosso che Rosetti mostra a Capdevila per un'entrata pazzesca sull'interno del ginocchio sinistro di Cristiano Ronaldo.
Aalborg-Celtic 2-1
Sicuramente più divertente la vittoria dei danesi sugli scozzesi. Accade tutto nella ripresa e a metterci lo zampino è un pizzico di Brasile nel gelo della Danimarca. Apre le marcature Robson all'8', ma al 28' arriva il pareggio di Caca al 28'. La partita sembra avviata verso l'1-1, quando al 42' Caldwell segna nella propria porta regalando i tre punti in palio all'Aalborg. I danesi sono terzi con 5 punti, tre in più degli scozzesi, fanalino di coda: Aalborg in Uefa, Celtic fuori.
GIRONE F
Fiorentina-Lione 1-2
Bayern Monaco-Steaua Bucarest 3-0
Luca Toni festeggia il suo primo gol in Champions League e il passaggio aritmetico agli ottavi di finale. Il bomber segna al 12' della ripresa in tuffo di testa e nella caduta si fa male a una spalla. Jella nera, perché non può festeggiare. L'attaccante italiano trova il guizzo vincente 4' dopo la rete di Klose che poi fisserà il risultato al 26': da sottolineare la consueta e magnifica prova di Ribery. I tedeschi salgono a 11 punti in classifica, primi in compagnia del Lione, vittorioso a Firenze. Lo scontro diretto in casa dei francesi del 10 dicembre deciderà l'assegnazione della leadership nel girone.
GIRONE G
Arsenal-Dinamo Kiev 1-0
Arsenal a gonfie vele verso gli ottavi, ma con un gol di Bendtner all'87' viziato da un netto fallo di mano. La squadra di Wenger è promossa con il Porto, dopo una gara spigolosa, resa difficile dall'atteggiamento degli ucraini poco propensi allo spettacolo.
Fenerbahce-Porto 1-2
I portoghesi conquistano Istanbul approfittando dei limiti della squadra allenata da Luis Aragones, campione d'Europa. Il mattatore della serata è Lopez con una doppietta; inutile la rete di Kazim Richard. Con gli inglesi a 11 punti e i portoghesi a 9, anche in questo caso sarà lo scontro diretto dell'ultimo turno a dire chi passerà per prima. Quasi certa invece l'assegnazione del posto Uefa alla Dinamo Kiev che con 5 punti precede di 3 lunghezze i turchi.
GIRONE H
Zenit San Pietroburgo-Juventus 0-0
Bate Borisov-Real Madrid 0-1
Gli spagnoli battono con il minimo sforzo i bielorussi nel gelo di Minsk. A decidere è l'esperienza di Raul dopo soli sette minuti di gioco. Partita poco spettacolare, comunque utile alla squadra di Schuster per ottenere il passaggio agli ottavi. Ma per conquistare il primo posto nel girone dovrà sperare in un k.o. interno della Juve in casa con il Bate: con un punto, infatti, i bianconeri passano primi.
(Gazzetta.it)
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La Juventus si avvicina al primo posto nel girone H di Champions, ma la matematica ancora non le dà certezze. Perchè a San Pietroburgo, contro lo Zenit, finisce 0-0. Servirà un ulltimo punticino, contro il Bate, battuto stasera dal Real, nel prossimo turno a Torino. I bianconeri dimostrano di aver digerito - per dirla alla Ranieri - la sconfitta con l'Inter, giocando un ottimo primo tempo e un buon avvio di ripresa. Poi accusano la stanchezza - anche perchè Ranieri limita al minimo il turnover alla ricerca di una vittoria - e soffrono da paura nel finale, quando tremano, e non solo per il gelo russo.
LE SCELTE - Ranieri vuole il primo posto nel girone assicurato già con una giornata di anticipo, e limita al minimo il turnover. Mellberg sostituisce Legrottaglie, Iaquinta prende il posto di Amauri. Camoranesi rientra dal 1', titolari pure Nedved e Del Piero. Nonostante sabato sera ci sia la Reggina in campionato e il rischio infortuni nel freddo russo sia più elevato del solito. Vengono confermati 8/11 della formazione contrapposta all'Inter: i giovani De Ceglie e Giovinco restano in panchina, il baby Rossi va in tribuna. Ranieri vuole vincere.
PALI JUVE- Lo Zenit fa possesso palla. La Juve crea pericoli. Pericolosa con Del Piero, che giostra da centravanti, ma eccelle nella rifinitura, cercando di sfruttare la lentezza dei centrali difensivi russi. Lo Zenit, che ha già concluso il campionato al quinto posto, non è fisicamente in grande condizioni. Tiene in mano il gioco, perchè è obbligato a fare la partita dalle esigenze di classifica. Per qualificarsi servono due vittorie contro Juve e Real (al Bernabeu). Impresa disperata. Ma bisogna provarci, o almeno svolgere il compitino previsto dallo spartito. E c'è sempre la qualificazione Uefa alla portata. E allora vai con i poco convinti passaggi in orizzontale, mentre la Juve riparte velenosa in contropiede, con verticalizzazioni improvvise. I bianconeri colpiscono due legni: un palo esterno di Mellberg su punizione tagliata dalla destra di Camoranesi, un secondo palo è colpito da Iaquinta, di sinistro, su cross di Molinaro. La terza palla gol porta la firma Del Piero, che ci prova sottomisura, Malafeev si rifugia in angolo. Nel finale di tempo i russi si fanno vivi dalle parti di Manninger: Tymoschuk sceglie la conclusione di potenza su punizione, Manninger para in angolo. Poi arriva un gol dello Zenit, di Pogrebnyak in mischia, ma c'è fuorigioco. Tutto da rifare per i russi. All'intervallo è 0-0. Risultato che va un po' stretto alla Juve, più convincente.
PALO ZENIT - La Juve inizia bene anche la ripresa. Controllo di petto e sinistro di Del Piero, Malafeev para, sugli sviluppi dell'azione Nedved conclude alto. Del Piero poi mette sul fondo solo davanti al portiere, sul cross di Iaquinta dalla destra. Errore clamoroso che macchia una buona partita del numero dieci. Poi lo Zenit cresce. E si fa dura. Danny va vicino al gol tre volte: una volta è bravo Manninger, un'altra Marchisio in ripiegamento, l'ultima conclusione esce di un soffio. E arriva un legno pure per lo Zenit. Sinistro violento di Pogrebnyak dalla distanza: palo. L'assalto finale dello Zenit è generoso, ma vano: finisce 0-0.
(Gazzetta.it)
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E' esperienza anche questa. Stasera i ragazzi di Prandelli avranno sicuramente capito che il bel gioco non basta per restare in Europa ai massimi livelli: servono più attenzione in difesa e più cattiveria davanti. Resta comunque una gran bella serata, regalata peraltro a un pubblico che non era quello delle grandi occasioni. Ora comunque la Fiorentina saluta la Champions e si concentra sull'obiettivo Uefa: con la Steaua basterà un pari.
mestiere.
GENEROSITA' - I viola partono subito forte perché c'è tanta voglia: sia di mantenere vive le speranze di restare in Champions, sia comunque di ben figurare sulla ribalta europea. Così ci provano un po' tutti, da Mutu (anche di testa) a Gila, fino a Montolivo, che cerca di sfruttare lo stato di grazia sui tiri dal limite sfoggiato sabato con l'Udinese. Dall'altra parte però c'è una squadra che ha meno preoccupazioni di classifica nel girone, e quindi tanta tranquillità in più. E dalla tranquillità al cinismo il passo è breve, soprattutto se si ha gente come Benzema. Nella prima mezzora, l'attaccante del Lione si vede praticamente solo due volte: quando serve il delizioso assist dalla sinistra per il gol di Makoun da centro area, e quando va via da solo per scagliare il tiro del raddoppio. La partita sembra ormai un discorso chiuso, c'è pure una traversa all'incrocio di Juninho, la Fiorentina è in evidente difficoltà dietro ma ha il merito di continuare a crederci, anche a costo di rischiare sui travolgenti contropiede avversari: a pareggiare il conto delle traverse pensa Mutu di testa, ed è sempre su palla alta che Gilardino accorcia le destanze allo scadere del tempo riportando in partita la sua squadra.
LA RIPRESA - I viola ripartono subito in attacco, con Prandelli che però smuove le acque in difesa inserendo Kroldrup. L'avvertimento però, dal fronte opposto, arriva subito: Juninho sfodera una nuova punizione magistrale, ed è nuovamente traversa. Poi c'è anche Benzema che porta avanti i contropiede da solo, facendo impazzire i difensori di Prandelli. Anche i viola, però, arrivano a un passo dal gol, per esempio quando Mutu manda fuori da ottima posizione dopo una bella sponda di Gilardino, o quando Kuzmanovic trova il palo su tiro deivato da un difensore. Ed è così che la partita prosegue, tra spettacolo e occasioni, ma il Lione non perde il controllo. Nel frattempo Prandelli gioca tutte le carte a sua disposizione, inserendo Osvaldo e Jovetic, ma arrivano solo nuove opportunità, come quella di Gila che sfiora il palo di testa. Dalla parte opposta, peraltro, continuano le traverse, con quella spettacolare di Ederson. Così alla fine i francesi portano a casa la qualificazione, lasciando ai viola una doppia consapevolezza: il gioco ormai c'è, manca solo un po' più di mestiere
(Gazzetta.it)
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martedì 25 novembre 2008
Lo stadio Olimpico sarà rivoluzionato per la Champions: le norme adottate in Italia contrastano con le richieste europee. Del Piero, Ibrahimovic, Totti, ma non solo. Le stelle d’Europa hanno segnato in rosso la data del prossimo 27 maggio, Roma, stadio Olimpico, atto finale della Champions League sognando di banchettare all’ombra della coppa dalle grandi orecchie. Ma, in rosso, sono sottolineate anche le richieste del palazzo europeo del pallone che mettono per la prima volta il calcio italiano davanti a risposte concrete. L’Olimpico è sotto osservazione da tempo, esame sempre più invasivo e, finora, sempre superato a pieni voti per stessa ammissione del gran capo dell’Uefa, Michel Platini. «Complimenti, quando giocavo io questo era un altro stadio... ora è bellissimo e pronto ad ospitare una finale di Champions League», così «le Roi» solo due settimane fa affacciandosi sul prato dell’impianto romano del Coni. Tutto in ordine e via al conto alla rovescia, dunque? Sì, non fosse per un particolare che altrove viene vissuto come tale, ma che una volta dentro il nostro confine ha l’effetto di aprire dibattiti infiniti.
L’Uefa ha indicato la rotta, l’Italia deve adeguarsi. La finale del 27 maggio, così è scritto nella lista di cose da fare presentata da Platini, dovrà disputarsi senza barriere fra tifosi, ovvero cancellando dagli spalti le installazioni che dividono le due tifoserie o i settori dello stadio. Così è stato negli impianti dove la Champions ha vissuto il suo ultimo passaggio (ad Atene il Milan trionfò in uno stadio senza divisioni, settori che, una volta consacrata la finale, rispuntarono), così è previsto per Roma 2009 ma, così, non è stato ancora definito per la notte capitolina.
Giocare una partita di calcio senza barriere è una rivoluzione culturale prima che sportiva. In Italia immaginare uno stadio praticamente libero da qualsiasi tipo di parapetto è un esercizio ancora poco concreto se non fosse per l’esperimento di Udine e il traguardo fissato nella nuova casa della Juventus a partire dal 2011. Come rispondere alle sollecitazioni dell’Uefa? Le riflessioni sono ancora aperte e quasi sussurrate, perché la finale è lontana e c’è un decreto ministeriale del ‘96 coordinato con le modifiche introdotte il 6 giugno 2005 che indica in tre articoli come deve presentarsi uno stadio italiano nel momento di organizzare una partita.
Le norme da noi adottate entrano in rotta di collisione con quanto richiesto dall’Uefa perché, si legge, «...fra i settori devono essere permanentemente realizzati sistemi di separazione idonei a impedire che i sostenitori delle due compagini vengano a contatto fra loro...». Un decreto dove si fa distinzione fra tifosi di casa e ospiti, un passaggio che l’Uefa non contempla in casi come quello che si presenterà il giorno della finale di maggio perché, a Roma, per il massimo organismo europeo del pallone si giocherà uno spettacolo sotto gli occhi del mondo in un impianto «d’élite».
Del Piero, Ibrahimovic e Totti sognano la gloria in finale. L’Italia, presto, si troverà di fronte ad una richiesta dalla quale non potrà sfuggire e che contribuirà, suo malgrado, ad accelerare o frenare il processo di trasformazione culturale del nostro Paese. Le barriere da togliere sono quelle fra i settori dello stadio, non quelle fra il campo e le tribune, perché là c’è il fossato. L’Uefa aspetta di capire se, e come, il pallone italiano valuterà le sue direttive.
(La Stampa)
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Argomenti: Champions League 2008/2009
giovedì 20 novembre 2008
Il Tas dimezza da 150 a 75 mila euro la multa all'Atletico Madrid che pero' dovra' giocare il prossimo match di Champions a porte chiuse. L'Uefa aveva punito il club spagnolo per gli episodi di razzismo di cui si sono resi responsabili i tifosi dei 'colchoneros' lo scorso primo ottobre, in occasione del match di Champions contro il Marsiglia. Mercoledi' prossimo l'Atletico ospitera' in un Vicente Calderon completamente vuoto gli olandesi del Psv Eindhoven. (Ansa)
giovedì 6 novembre 2008
Non c'è pace per Adrian Mutu in questa stagione. L'attaccante della Fiorentina, autore ieri del vantaggio viola contro il Bayern, è uscito acciaccato dalla sfida europea del Franchi:
"Adrian Mutu ha accusato un problema al muscolo grande adduttore la cui entità verrà meglio definita con accertamenti diagnostici - si legge sul sito della società toscana - che verranno effettuati nella giornata di domani".
(calciomercato.it)
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Argomenti: Champions League 2008/2009, Fiorentina, Mutu
mercoledì 5 novembre 2008
Nella 4/a giornata della fase a gironi di Champions League, gruppo A, Roma-Chelsea 3-1. Reti: 33' Panucci, 48' e 58' Vucinic, 75' Terry.La Roma parte con grande volonta' e alla mezzora passa con Panucci,bravo a battere Cech con un piatto destro su cross di Cicinho. Ripresa e raddoppio di Vucinic che trova un gran destro dai 20 m. Passano 10' e il montenegrino si ripete: stavolta parte in contropiede, fa 50 m. e batte ancora Cech. Il Chelsea reagisce e va in gol con Terry,forse in fuorigioco.
(ansa)
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Argomenti: Champions League 2008/2009, Roma
L'Inter va in vantaggio ma sciupa e rischia di perdere in casa dell'Anorthosis Famagosta. Alla fine e' 3-3 nel gruppo B di Champions. Partono bene i nerazzurri, in gol con Balotelli dopo 13 minuti. L'Anorthosis pero' reagisce e pareggia con Bardon al 31'. Raddoppio interista con Materazzi al 44', ma immediata risposta di Panagi due minuti dopo. Nella ripresa in gol i ciprioti dopo cinque minuti con Frousos. La paura nerazzurra finisce solo all'ottantesimo, quando Cruz insacca il 3-3. (ansa)
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Argomenti: Champions League 2008/2009, Inter
Michel Platini ha promosso a pieni voti l'Olimpico di Roma in vista della finale di Champions del 27 maggio 2009. Il presidente dell'Uefa, dopo l'antipasto di ieri sera per la partita di Champions tra Roma e Chelsea, questa mattina e' tornato nell'impianto per concludere il sopralluogo. 'Quando giocavo io queste cose me le sognavo' ha spiegato alla delegazione con cui ha effettuato la visita dello stadio recentemente rinnovato. (ansa)
sabato 1 novembre 2008
Ridotta a una partita a porte chiuse la squalifica del campo dell'Atletico Madrid dopo i disordini in Champions contro il Marsiglia. La Commissione disciplinare dell'Uefa ha parzialmente accolto la richiesta del club spagnolo in appello. L'organo giudicante ha ridotto a due partite a porte chiuse (una con la condizionale) la pena. L'Uefa aveva inflitto due turni di squalifica allo stadio dopo gli scontri, accusando anche la polizia spagnola di aver avuto una reazione sproporzionata. (ansa)
giovedì 23 ottobre 2008
Di seguito riportiamo i risultati del 3° turno di Champions League, con le classifiche aggiornate e il prossimo turno:
GIRONE A
Bordeaux-CFR Cluj 1-0
Marcatori: 54´ aut. Cadu` (CFR)
Chelsea-Roma 1-0
Marcatori: 77´ Terry (Che)
Classifica
Chelsea 7; CFR Cluj 4; Roma 3; Bordeaux 3
Prossimo turno
CFR Cluj -Bordeaux; Roma-Chelsea
GIRONE B
Inter-Anorthosis 1-0
Marcatori: 44´ ADRIANO (Int)
Panathinaikos-Werder Brema 2-2
Marcatori: 29´ Mertesacker (Wer); 35´ Mantzios (Pan); 67´ Mantzios (Pan);
82´ Hugo Almeida (Wer)
Classifica
Inter 9; Anorthosis 4; Werder Brema 2; Panathinaikos 1
Prossimo turno
Anorthosis-Inter; Werder Brema-Panathinaikos
GIRONE C
Basilea-Barcellona 0-5
Marcatori: 3´ Messi (Bar); 15´ Busquets (Bar); 22´ Krkic (Bar);
47´ Krkic (Bar); 48´ Xavi (Bar)
Shakhtar Donetsk-Sporting Lisbona 0-1
Marcatori: 76´ Liedson (Spo)
Classifica
Barcellona 9; Sporting Lisbona 6; Shakhtar Donetsk 3; Basilea 0
Prossimo turno
Barcellona-Basilea; Sporting Lisbona-Shakhtar Donetsk
GIRONE D
Atletico Madrid-Liverpool 1-1
Marcatori: 14´ Keane (Liv); 83´ Simao Sabrosa (Atl)
PSV Eindhoven-O. Marsiglia 2-0
Marcatori: 72´ Koevermans (PSV); 85´ Koevermans (PSV)
Classifica
Atletico Madrid 7; Liverpool 7; PSV Eindhoven 3; O. Marsiglia 0
Prossimo turno
Liverpool-Atletico Madrid; O. Marsiglia-PSV Eindhoven
(udineseblog)
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Argomenti: Champions League 2008/2009
Prima in campionato e ora da sola anche in Europa, seguendo i desideri di Josè Mourinho e le sue richieste di dedizione alla causa. Per battere l’Anorthosis basta un gol, quello di Adriano alla fine del primo tempo, la spinta che lancia l’Inter al comando solitario del gruppo B con una vittoria di margine proprio sui ciprioti.
BLOCCO - Mancini e Adriano dall’inizio, al fianco di Ibrahimovic. Toldo in porta. Sono queste le novità rispetto alla trionfale notte di Roma, a dimostrazione di come un blocco questa squadra l’abbia già trovato, al netto degli infortuni. Se per l’Imperatore si tratta di un segnale di fiducia importante dopo le piccole frizioni seguite al suo rientro dal Sudamerica, per il portiere è un’autentica ciambella lanciata in mezzo al mare a quasi due anni dall’ultima presenza da titolare in Champions.
IL CUNEO DI KETSBAIA - Il filo conduttore che unisce i primi palloni giocati fino al gol di Adriano è un lungo possesso palla nerazzurro, che si accompagna a un pizzico di leziosità prodotto dalla superiorità tecnica schiacciante. Il risultato è un continuo rimbalzare sul muro eretto da Ketsbaia. L’Anorthosis (quasi duemila i tifosi arrivati a San Siro), assomiglia a un cuneo: due pivot bassi coprono adeguatamente il terzetto difensivo piantato nell’area di rigore; davanti Sosin è l’unico che ha la libertà di restare dietro la linea della palla; in mezzo il resto della truppa. Funziona, almeno per 44 minuti.
LA CHIAVE - L’azione da cui nasce il gol è la conseguenza di una mossa che si rende necessaria quando lo stallo rischia di diventare perpetuo nonostante gli sforzi dell’Inter. Dopo 35 minuti di assalti poco profondi Mourinho allarga a sinistra Ibrahimovic, più prezioso da uomo assist che da centravanti. Adriano dall’ala va in mezzo a fare la punta, e Mancini cambia fascia virando a destra. Pochi minuti ed ecco l’1-0. L’Imperatore timbra il suo diciottesimo centro europeo sfruttando proprio l’apertura di Zlatan per Maicon, che firma un assist balsamico per la serata dei nerazzurri.
QUARESMA - Avanzato Savio come unico riferimento offensivo (dentro Taher per Sosin) l’Anorthosis costruisce a inizio ripresa la chance migliore con Katsavakis e il suo colpo di testa di poco alto. Resterà un caso isolato, perché il copione in mano ai protagonisti non cambia. L’Inter arriva a un passo dal bis con Muntari (di testa) e Ibra (diagonale ravvicinato). Quello che è diverso è il modulo, che con Quaresma al posto di Mancini si assesta su un centrocampo a quattro. L’esterno arrivato dal Porto raccoglie i primi applausi dalla partita (con gol) in casa giocata contro il Catania, mentre Ibrahimovic fa gridare vendetta con il bersaglio mancato a metà ripresa davanti al portiere.
CAMBIASSO K.O. - Gli ultimi minuti riservano l’infortunio muscolare di Cambiasso, da valutare, e il solito graffio di Cruz, vicino al raddoppio con un diagonale di poco sul fondo. Ultimo sussulto della notte di San Siro mentre da Atene giunge la notizia del 2-2 tra Panathinaikos e Werder che porta a quattro punti il distacco dalla terza del girone.
(Gazzetta.it)
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La Roma ritrova la voglia e il cuore, oltre a un bell'ordine tattico. Ma proprio quando dà l'impressione di uscire indenne da Stamford Bridge, si fa sorprendere su azione di corner, e a quel punto riemerge il problema di questo avvio di stagione: quello del gol.
SENZA FRETTA - Il Chelsea parte senza fretta di colpire, cercando di tenere palla per poi sorprendere gli avversari. Un atteggiamento che però dà la possibilità alla Roma di fare a sua volta il suo gioco: nelle fasi iniziali la manovra giallorossa è fluida e veloce. Col passare dei minuti, però, il Chelsea prende a pressare più stretto, creando qualche affanno alla squadra di Spalletti, che però regge. Tant'è che l'unica vera occasione per gli inglesi arriva a metà tempo solo su calcio piazzato, quando Lampard colpisce la parte alta dell'incrocio alla destra di Doni con palla che poi finisce fuori. Poi è invece la Roma a riguadagnare campo nella fase finale del tempo, muovendosi con crescente autorevolezza e andando anche alla conclusione dalla distanza con Totti, Aquilani e Vucinic.
LA RIPRESA - La Roma si ripresenta con lo stesso spirito del primo tempo, mentre il Chelsea si fa via via più aggressivo. A dargli una mano è il forfait di Aquilani, che deve uscire al quarto d'ora per problemi muscolari, costringendo Spalletti a inserire un Perrotta a sua volta non al meglio. Il Chelsea così avanza il baricentro ma la Roma dà l'impressione di poter reggere, e a tratti riparte grazie anche alle idee di un Totti particolarmente ispirato. Ma l'uomo simbolo c'è anche dall'altra parte, e si chiama John Terry: è lui che, viste le difficoltà dei suoi a trovare il gol, se lo viene a cercare dalle retrovie, e lo realizza di testa su corner dalla sinistra schiacciando imparabilmente sul secondo palo. La Roma accusa il colpo, Spalletti mette mano ai cambi per inserire forze fresche ma in attacco i giallorossi appaiono spuntati. Così alla fine il cuore e l'ordine in difesa non bastano: è il Chelsea ad andare in fuga nel girone, godendosi anche i suoi ormai 364 minuti di rete inviolata. Del resto, contro i giallorossi Cech è rimasto sostanzialemnte disoccupato.
(Gazzetta dello sport)
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mercoledì 22 ottobre 2008
36 goal in 8 gare: una media più elevata di quattro goal a partita, per un martedì di Champions ai limiti dell'incredibile.
Al di là del k.o. interno del Porto per mano della Dinamo Kiev, i pronostici sono stati rispettati con le vittorie di tutte le big. Le inglesi Manchester e Arsenal sono andate a valanga su Celtic e Fenerbahce, mentre il Villarreal ed il Bayern hanno travolto Aalborg e Fiorentina.
Straordinaria vittoria per 5-3 da parte del Lione sulla Steaua Bucarest, mentre nel pomeriggio Zenit e Bate Borisov avevano pareggiato per 1-1.
Gruppo E
Manchester United-Celtic 3-0
30' Berbatov (M), 51' Berbatov (M), 76' Rooney (M)
Villarreal-Aalborg 6-3
19' Saganowski (A), 28' Rossi (V), 33' Capdevila (V), 36' Enevoldsen (A), 68' Llorente (V), 70' Llorente (V), 76' Johansson (A), 78' Pires (V), 84' Llorente (V)
Gruppo F
Bayern Monaco-Fiorentina 3-0
4' Klose (B), 25' Schweinsteiger (B), 90' Ze Roberto (B)
Steaua Bucarest-Lione 3-5
8' Enrique (S), 11' Petre (S), 23' Keita (L), 33' Benzema (L), 45' Petre (S) 69' Fred (L), 70' Benzema (L), 92' Fred (L)
Gruppo G
Porto-Dinamo Kiev 0-1
27' Aliyev (D)
Fenerbahce-Arsenal 2-5
10' Adebayor (A), 11' Walcott (A), 19' Silvestre (A) aut., 22' Diaby (A), 49' Song (A), 78' Guiza (F), 94' Ramsey (A)
Gruppo H
Juventus-Real Madrid 2-1
5' Del Piero (J), 49' Amauri (J), 66' Van Nistelrooy (R)
Zenit San Pietroburgo-Bate Borisov 1-1
52' Niakhaichyk (B), 80' Tekke (Z)
(goal.com)
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