sabato 8 novembre 2008
“Sto pensando a Floro Flores come attaccante esterno”: parole e musica di Pasquale Marino dopo la gara con lo Spartak, quando il tecnico aveva capito che al 99% doveva rinunciare a Di Natale. Infatti l'attaccante non è nemmeno partito alla volta di Cusago, ritiro dell'Udinese in vista della gara di domani con l'Inter e dove oggi sosterrà la rifinitura che darà le ultime risposte al tecnico.
Il fatto che il capitano non sia nemmeno partito sa tanto di resa, e il suo rientro a questo punto sarà per la gara di Coppa Italia con la Reggina e per la replica di domenica prossima sempre contro i calabresi.
In ritiro invece sono arrivati Zapata e Asamoah: il primo la prossima settimana come confermato dal suo procuratore sarà impiegato con la sua Nazionale, il recupero completo è quindi praticamente completato. Ora deciderà Marino, ma è difficile prevedere un su impiego a Milano. Il secondo potrebbe essere buono per la panchina.
FORMAZIONE – Oltre ad Handanovic tra i pali, la difesa vedrà il rientro di Ferronetti e Lukovic sulle fasce, mentre al centro Domizzi e Coda saranno ancora la coppia che dovrà cercare di arginare Ibra. Felipe dovrebbe andare in panchina ma anche per lui non scommetteremmo per un rilancio dal primo minuto. Possibile però che a gara in corso il tecnico lo ritenga pronto., ma molto dipenderà dall'andamento della partita.
In mediana certo il rientro di D'Agostino con i due motorini Isla e Inler inamovibili. Obodo e forse Asamoah pronti all'uso.
Davanti si deve scegliere chi mandare in campo al posto di Di Natale: Sanchez sarebbe il sostituto più naturale ma le parole del tecnico fanno pensare anche a Floro Flores decentrato. Quagliarella e Pepe gli altri due.
INTER -. Si riaffaccia in campo Adriano, anche se la certezza di giocare l'avrà solo domani. Molto probabile la panchina comunque. Il giocatore nerazzurro, punito da Mourinho per i suoi atteggiamenti verrà comunque convocato. L'attacco interista dovrebbe essere composto dall'instancabile Ibrahimovic supportato a destra da Quaresma e a sinistra da Balotelli. Dopo il disastro di Nicosia fuori Burdisso: i centrali di difesa saranno Materazzi e Cordoba. (udineseblog)
venerdì 7 novembre 2008
nato in provincia di Udine, ha giocato quattro stagioni all’Inter e una all’Udinese: per Fulvio Collovati, campione del mondo in Spagna nell’82, Inter-Udinese non è una partita come le altre.
ALL’ORATORIO - "Mangiavo pane e calcio – ricorda Collovati – e il calcio era quello d’oratorio. Sono nato in provincia di Udine, ma i miei si sono trasferiti a Limbiate, in provincia di Milano" .E lì che a 7 anni comincia la storia calcistica di Fulvio Collovati. Un’altra tappa importante è Cusano Milanino. "Una scuola di campioni. Da lì sono venuti fuori Trapattoni, Oriali, Pierino Prati, Maldera. All’oratorio giocavo in attacco, anche se allora non si faceva caso ai ruoli, poi a centrocampo, infine in difesa".
VIAGGIO PER IL MILAN - "Un giorno, dopo le vacanze estive, si presentano a casa nostra due signori. Il Cusano era una società satellite e mi dicono: “Hai due possibilità: il Milan o l’Inter.” Ho scelto il Milan perché ero un gran tifoso rossonero. Da piccolo soffrivo per Rivera e non avrei immaginato un giorno di giocarci insieme". Per cominciare nel Milan a 13 anni, Collovati deve fare tre volte alla settimana un piccolo viaggio. "Dopo la scuola prendevo la mia borsa e da Limbiate prima il treno, poi l’autobus e quindi il tram per raggiungere Linate, vicino l’aeroporto dove c’erano i campi del Milan. Qualche volta facevo anche l’autostop. Racconto alle mie figlie che oggi per un ragazzino non sarebbe possibile".
IL SOGNO ROSSONERO - "Andavo a scuola con la borsa dei libri e con quella del Milan. Un giorno Zagatti, che curava il settore giovanile, mi dice che sono pronto per la Primavera. A 17 anni Milanello e il collegio. Sono stati anni bellissimi. Lì ho visto crescere Franco Baresi, che era più piccolo di me. La mattina in treno a scuola, poi ad allenarci e a studiare. Ricordo che firmavamo il foglio di presenza perché avevamo diritto a un rimborso spese di 2000 lire ad allenamento. Non dimentico i miei maestri da Zagatti a Galbiati, che è stato secondo di Capello, ad Annovazzi che parlava solo in milanese e ti trattava come un figlio. “Dai, sbrigati che perdi il treno “ ci diceva perché noi saremmo stati a giocare fino a tarda sera.
FINALMENTE A - Arriva il momento dell’esordio in A. "Avevo giocato in Coppa Italia, in campionato esordisco col Perugia, battuto per 2-1. "Ricordo che dopo la partita dissi di Novellino, che giocava nel Perugia: "Tutto fumo e niente arrosto". Si ritroveranno insieme nel Milan e vinceranno lo scudetto, il decimo della storia rossonera. "Sì. Lo scudetto della stella è uno dei ricordi più belli della mia carriera. Ma ci sono stati anche i momenti difficili: lo scandalo delle scommesse, la seconda retrocessione in B, questa volta sul campo. La società era debole: abbiamo cambiato sette presidenti in sette anni. Anche se il Milan è stato il mio sogno da ragazzo, forse non avrei dovuto essere lì in quel momento e se avessi saputo che sarebbe arrivato Berlusconi, non l’avrei lasciato" .
NAZIONALE AL SABATO - Collovati non lascia il Milan dopo la retrocessione in B in seguito allo scandalo delle scommesse del 1980. "Il sabato giocavo in Nazionale, poi mi venivano a prendere la notte e l’indomani ero in campo col Milan in serie B". Ma così non si poteva andare avanti. Il Milan torna in A, poi retrocede ancora in B e Collovati capisce che un altro anno di B gli chiuderebbe la porta della nazionale. E così accetta la chiamata dell’Inter, anche se c’era stato un tentativo della Fiorentina.
ALL’INTER SENZA VINCERE - "Eravamo in ritiro con la Nazionale ad Alassio, alla vigilia dei Mondiali dell’82. Mi chiama Sandro Mazzola e mi dice se voglio andare all’Inter. Rispondo di sì, soprattutto perché non voglio lasciare Milano. I tifosi del Milan la presero male: ero il capitano e l’unico rossonero che gioca in Nazionale. In nerazzurro sono quattro stagioni bellissime, due con Fraizzoli e due con Pellegrini. Arriviamo secondi o terzi, in semifinale Uefa ma non vinciamo niente. E non riesco ancora a spiegarmelo perché quell’Inter era fortissima in tutti i reparti".
ROMA E GENOA - Con l’Inter si rompe qualcosa e Collovati finisce a Udine. "Fu Dal Cin a convincermi, a Udine sono stato benissimo, ma sapevo che era comunque una situazione provvisoria. L’anno dopo (1988) sono a Roma col mio maestro Liedholm, con tanti amici come Bruno Conti. Roma è una città che ti prende: due belle stagioni anche se non abbiamo vinto". Il finale di carriera è a Genova. "Ho avuto la fortuna di giocare nel miglior Genoa del dopoguerra. Siamo arrivati alla semifinale di Uefa, quarti in campionato che oggi significherebbe andare in Champions. Sono rimasto molto affezionato alla squadra e alla città".
IERI E OGGI - "Allora si marcava a uomo, si giocava in maniera più fallosa e non erano soltanto i difensori a colpire duro ma anche gli attaccanti. Ne ho marcati tanti nella mia carriera da Pruzzo a Bettega, a Boninsegna. Ma quelli che mi hanno messo più in difficoltà sono stati Tivelli della Cavese e Capone del Napoli, non perché li snobbassi, ma perché magari li conoscevo poco". Il calcio di oggi gli piace meno. "Non ho fatto l’allenatore perché volevo uscire dalla solita routine del ritiro al sabato, volevo stare con la mia famiglia. Ho avuto la fortuna di giocare nel calcio dei Falcao, Maradona, Zico, Platini, Rummenigge. Oggi si bada più al mezzo televisivo, è più importante quello che viene dopo la partita che non quello che accade sul campo. Sai di essere ripreso e magari inconsciamente accentui la caduta. Oggi gli unici che ridono sono i brasiliani, gli altri li vedi sempre incazzati".
LA LEZIONE DI BEARZOT - Il Mondiale dell’82 è la tappa più importante della storia calcistica di Collovati. "La svolta fu la partita con l’Argentina. Avevamo disputato un girone di qualificazione deludente e per arrivare alle semfinale c’era questo girone a tre con l’Argentina di Maradona e il Brasile di Falcao e Zico. Bearzot ci disse: "Non abbiamo nulla da perdere. Vediamo cosa sapete fare. Ci siamo sentiti liberi mentalmente". Sappiamo cosa hanno saputo fare gli azzurri: la vittoria della svolta con l’Argentina, quella della storia col Brasile, la semifinale con la Polonia, il trionfo in finale con la Germania. "Uscendo dal Bernabeu dissi a Bearzot: mister, che rivincita. Alludendo al fatto che lo avevano massacrato dandogli dell’incompetente e dell’incapace. Bearzot mi guardò e mi rispose: “Ricordati che mi fanno più male gli elogi adesso che le critiche prima". Una lezione che il magnifico Collovati, così lo definì Brera nella finale con la Germania, non ha dimenticato.
(Gazzetta dello Sport)
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Argomenti: Collovati, Inter-Udinese, Interviste, La partita
C'è euforia in casa Udinese dopo la bella vittoria in terra russa. Rientrato in Italia con la squadra, il centrocampista Gokhan Inler dichiara ad Udinese.it:""Abbiamo vinto una partita difficile contro un avversario di valore e su un campo sintetico che non conoscevamo e questi tre punti sono importantissimi in funzione del passaggio del turno. " Inler ci tiene ad elogiare qualcuno in particolare:"Oltre al risultato vorrei sottolineare che ancora una volta tutti i giocatori che sono scesi in campo hanno dato il massimo e si sono fatti trovare pronti. In particolare vorrei fare i complimenti ad Obodo che è rientrato dopo tanto tempo. Siamo veramente un grande gruppo."
L'Udinese è a Milano pronta a preparare la gara di San Siro: " Sarà una grande partita. Affronteremo una squadra molto forte ed abbiamo una grande occasione per dimostrare il nostro valore. Dobbiamo cercare si sviluppare il nostro gioco anche contro un avversario così prestigioso."
San Siro è lo stadio in cui Inler giocò la sua prima gara di campionato con la maglia dell'Udinese: "In questo splendido stadio è iniziata la mia avventura italiana con la maglia dell'Udinese. Per me è un onore tornare a giocare a San Siro contro una squadra forte come l'Inter."
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Argomenti: Inler, Inter-Udinese, Interviste, Obodo, Spartak Mosca-Udinese
Nell'Inter di Mourinho domenica contro l'Udinese sulla fascia sinistra dovrebbe tornare dal primo minuto Maxwell, con Zanetti esterno.
Cambiasso, con uno fra Vieira e Stankovic e' chiamato a sostenere la parte centrale. In assenza di Muntari, e fermi anche Figo, Rivas e Chivu, mentre prossimo il rientro di Jimenez. In attacco, Adriano sara'convocato ma non affianchera' Ibrahimovic.
(ansa)
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Argomenti: Avversario di turno, Inter, Inter-Udinese, Maxwell
Inter-Udinese: tutte e due sono state impegnate sul palcoscenico europeo durante la settimana. I campioni d’Italia martedì sera hanno pareggiato per 3:3 dal Famagosta (67.00) e i friulani hanno vinto per 1:2 a Mosca dallo Spartak giovedì sera (23.00). I due giorni di riposo in più potrebbero forse pesare sull’economia della partita. I favori del pronostico stanno con la Beneamata la cui vittoria è a 1.50. Il pari è a 3.55 e il successo corsaro è a 6.50. Nell’ultimo turno di campionato l’Inter ha vinto a Reggio Calabria per 3:2 (34.00) e l’Udinese ha impattato per 2:2 al Friuli con il Genoa (14.00). Nella passata stagione sia la sfida di Milano che quella di Udine sono finite in parità: per 1:1 (7.00) e per 0:0 (8.00). Per 0:0 Ibrahimovic e compagni hanno pareggiato la loro ultima apparizione casalinga due settimane fa.
Scommessa consigliata su questa partita: X, quota 3.55. (udineseblog)
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Argomenti: Inter-Udinese, Scommesse calcio
Stamane, secondo allenamento della squadra al centro sportivo "Angelo Moratti" in vista di Inter-Udinese.
Josè Mourinho e lo staff tecnico ha fatto svolgere ai nerazzurri, dopo il riscaldamento, esercitazioni specifiche sulla finalizzazione, sul possesso palla, sulla fase offensiva e difensiva del gioco anche attraverso una serie di partitella a tema. La seduta del gruppo, della durata di circa 90 minuti, si è conclusa con alcuni lavori individuali specifici. Allenamenti differenziati per Cristian Chivu (terapie e fisioterapia), Luis Figo (fisioterapia, potenziamento specifico, corsa, circuiti con la palla), Luis Jimenez (fisioterapia, corsa e potenziamento settoriale), Sulley Muntari (fisioterapia, potenziamento settoriale, corsa, andature nella sabbia) e Nelson Rivas (terapie e fisioterapia, potenziamento settoriale, muscolazione). Per Jimenez, Muntari e Rivas lavoro specifico anche nel pomeriggio.
(F.C. Inter.it)
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Argomenti: Avversario di turno, Inter-Udinese
Julio Cesar, portiere nerazzurro ai microfoni di Sky parla della gara di domenica. “Vogliamo dimostrare a tutti che siamo una buona squadra, quella che ha battuto la Roma.
Contro l'Udinese dobbiamo vincere ma non per dimostrare qualcosa, anche se quando le cose vanno male iniziano i paragoni col passato. Dobbiamo obbedire il mister e basta. L'Udinese ha giocatori veloci, vivono un gran momento e Di Natale può fare la differenza. Poi attenti a Pepe che sono davvero forti”. (udineseblog)
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Argomenti: Inter-Udinese, Julio Cesar
Padroni di casa che, contro l`arrembante Udinese, saluteranno un arbitro con il quale ha perso in una sola occasione. In sette partite con Morganti a fischiare, i nerazzurri hanno vinto cinque volte, concedendo un solo pareggio e una sconfitta. Cinque anche le vittorie dei bianconeri, che pero` hanno perso tre partite, pareggiandone anche una.
EMIDIO MORGANTI
nato a: Ascoli Piceno
il: 23.07.66
professione: informatore medico
Sezione CAN: Ascoli Piceno
Esordio in Serie A: 14.10.2001 Lecce-Fiorentina 4-1
Partite dirette in Serie A: 81
vittorie interne: 37 45.68%
pareggi: 21 25.93%
vittorie esterne: 23 28.40%
rigori: 18
espulsi: 23
I precedenti dell`INTER con MORGANTI
totale: 7
vittorie: 5 71.43%
pareggi: 1 14.29%
sconfitte: 1 14.29%
I precedenti dell`UDINESE con MORGANTI
totale: 9
vittorie: 5 55.56%
pareggi: 1 11.11%
sconfitte: 3 33.33%
(agm-ds)
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Argomenti: arbitro della partita, Inter-Udinese
La sfida al vertice del Meazza Inter - Udinese sarà diretta dall'arbitro Emidio Morganti di Ascoli Piceno coadiuvato dai guardalinee Copelli e Stagnoli. 4° uomo Mazzoleni. (udineseblog)
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Argomenti: arbitro della partita, Inter-Udinese
Bruno Longhi è uno dei volti più noti di Mediaset. Uno che tra l'altro segue spesso l'Inter e chi meglio di lui può analizzare la gara di domenica? Partendo dall'Udinese definita “una variabile impazzita. C'è sempre un punto di domanda nei suoi campionati. Da anni sta facendo bene, ma c'è anche l'anno che non riesce ad esprimersi al meglio. Quest'anno sembra che tutto giri a meraviglia e sinceramente nessuno se l'aspettava che alla decima si rirtrovassse appaiata all'Inter, che ha fatto tre punti in meno dell'anno scorso”.
Merito di Marinho o problemi ancora per Mourinho?“ la differenza è che Marinho (anzi Marino altrimenti s'arrabbia, nda!) è che conosce alla perfezione il calcio italiano, le sue dinamiche e tutti i problemi di questo campionato. Mourinho invece è bravissimo nell'allenare, nell'impostare la squadra ma deve ancora capire certi tatticismi tipici della Serie A”.
Eppure si parla sempre di Mourinho e poco dell'Udinese a livello nazionale: “è vero. E' un fattore geopolitico. Purtroppo si vende di più parlando delle grandi così le altre vengono penalizzate. Una Udinese per esempio non basta che faccia un miracolo, deve fare un supermiracolo per ottenere la stessa attenzione di una Inter.E' un malcostume tipico italiano: negli altri campionati, tipo quello inglese questo non succede. A parte che non ci sono quotidiani sportivi, ma anche prima dell'avvento di Arsenal, Man UTD e Chelsea c'era una alternanza che aveva portato perfino il Blackburn a vincere e tutte avevano la stessa dignità, cosa che si cerca di dare anche adesso. In Germania l'Hoffenheim ha grandissimo risalto. In Italia se l'Udinese batte la Roma meritatamente si parla della sconfitta dei giallorossi. E' inevitabile: le piccole sono condannate ai miracoli”
Un altro discorso da affrontare è proprio questa divisione tra grandi e piccole: “ma è più che altro un fattore terminologico. Si definisce grande una squadra per il bacino d'utenza che ha”.
E i diritti collettivi cambieranno qualcosa? “chiaro che una modifica in senso collettivo della ridistribuzione dei diritti Tv cambierà qualcosa, ma le superpotenze economiche rimarranno sempre tali. Però esistono casi come l'udinese dove la bravura dei dirigenti sa sopperire a questo andando a scovare campioni in giro per il mondo e poi li valorizza a Udine”.
Tornando a Inter - Udinese che gara ci si deve attendere? “con l'Inter nelle partite può accadere di tuto, come a Cipro. Durante la stessa gara può cambiare pelle e iniziare male per poi strabiliare. E' una variabile. L'Udinese invece è una squadra oramai solida che ha toppato quest'anno solo con la Juve. L'Inter ha un potenziale superiore, e non è da escludere nemmeno i problemi derivati dagli impegni di Coppa. L'Udinese infondo ha giocato in Russia solo giovedi sera”
Una domanda impertinente. Udinese Campione d'Italia e Inter Campione d'Europa. E' solo un sogno? “nel 1984 successe che il Verona vinse il campionato e la Juve la Coppacampioni. L'Udinese ha la possibilità di ripetere quelle gesta. Ha delle punte fantastiche un ottimo centrocampo. Però c'è un discorso da fare che un caro amico mi faceva sempre ai tempi di Parma quando c'era Tanzi. Il Parma non è mai riuscita a conquistare la Serie A perchè ha sempre avuto l'handicap di non avere stampa e Tv a mettere pressione. Il clamore ti porta dei vantaggi, è inevitabile. Ad esempio, ed è un discorso umano, un arbitro ci penserà due volte prima di dare un rigore dubbio se sa che ha tutte le telecamere puntate. Ripeto è un fattore umano. L'Udinese deve far parlare di sè”.
Ma domenica sera tra i due litiganti non è che alla fine sarà il terzo a godere, ovvero il Milan? “sono discorsi teorici. Inter e Udinese possono anche pareggiare e il Milan vincere a Lecce. Ma non è tutto oro quel che si vede. Questo campionato è lento, non c'è una squadra che fa la lepre e sulla quale si può puntare a botta sicura. Comunque oltre all'udinese aggiungo che mi piace molto anche il Napoli: è da tenere in considerazione”. (udineseblog)
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Argomenti: Bruno Longhi, Inter-Udinese, Interviste
giovedì 6 novembre 2008
Primo allenamento completo della squadra in vista di Inter-Udinese, gara valida per l'undicesima giornata di campionato, domenica a San Siro (ore 15).
I nerazzurri si sono ritrovati questa mattina al centro sportivo "Angelo Moratti" e il gruppo ha svolto un lavoro sul campo che è durato 90 minuti: dopo il riscaldamento e il recupero attivo, partitelle 10 contro 10 a vari temi intervallati da esercitazioni individuali sulle finalizzazione. Sedute differenziate per Luis Figo (terapie, fisioterapia, corsa e potenziamento settoriale), Sulley Muntari (fisioterapia, corsa e potenziamento settoriale) e Nelson Rivas (terapie, cyclette, potenziamento settoriale e in acqua). Luis Jimenez, invece, ha svolto una parte dell'allenamento con i compagni, proseguendo quindi con un lavoro specifico replicato anche nel pomeriggio insieme con Muntari e Rivas. Giornata di riposo per Cristian Chivu. Sembra essere finito il "castigo" per Adriano, che dovrebbe essere convocato ma che difficilmente avrà una maglia da titolare.
(Gazzetta)
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Argomenti: Avversario di turno, Inter, Inter-Udinese, Jimenez
Marino: "Una vittoria che ci dà maggiore serenità per il proseguio in Uefa"
0 commenti Pubblicato da Udin alle 22:34A fine partita, dopo l'importante vittoria a Mosca, si vede un Marino molto soddisfatto in sala stampa:"Sono molto soddisfatto perchè abbiamo fatto una buona prestazione contro una squadra molto forte. Questo risultato è importante soprattutto perchè ci consente di affrontare le prossime gare di Uefa con maggiore tranquillità".
E' già tempo di guardare alla prossima avversaria, l'Inter:"Non so ancora se Di Natale ce la farà, quindi considero di avere quattro attaccanti a disposizione: Quagliarella, Pepe, Sanchez e Floro Flores. Sto prendendo in considerazione l'ipotesi di far giocare Flores da attaccante esterno". (udineseblog)
mercoledì 5 novembre 2008
Pubblichiamo l'intervista esclusiva che ci ha rilasciato Sandro Mazzola, storico giocatore dell'Inter e della Nazionale. Con i nerazzurri vinse quattro scudetti (1963,1965, 1966 e 1971), due Coppe dei Campioni (1964 e 1965) e due Intercontinentali (1964 e 1965). Capocannoniere del campionato nel 1965, giocò in serie A 417 gare segnando 116 goal. In totale, invece, vestì la maglia dell'Inter in 564 incontri segnando 160 reti.
Sig. Mazzola, domenica a San Siro ci sarà il big match della giornata Inter-Udinese. Che tipo di gara sarà secondo lei?
"Sarà sicuramente una bellissima partita e mi aspetto molti gol. Il modulo delle due squadre è praticamente lo stesso, quindi credo che assisteremo ad una gara molto interessante e spettacolare"
"Crede che le due squadre risentiranno degli impegni europei della settimana?
"Non credo, ormai nel calcio tutti sono abituati a reggere questo tipo di impegni"
Secondo lei qual'è attualmente il punto debole dell'Inter di Mourinho?
"Sicuramente la difesa. Mancano dei giocatori importanti e la retroguardia nerazzurra ne risente molto. Gli attaccanti dell'Udinese possono approfittarne"
E' sorpreso di vedere l'Udinese in questa posizionedi classifica? c'è qualche giocatore della rosa bianconera che l'ha sorpresa particolarmente?
"E' da anni che l'Udinese si posiziona nelle zone alte della classifica. Il lavoro della famiglia Pozzo è un lavoro intelligente che sta dando ottimi risultati. A me personalmente è sempre piaciuto molto Zapata che non conoscevo, ed è veramente un grande difensore, poi apprezzo moltissimo anche Felipe. Quando rientreranno anche loro due l'Udinese sarà ancora più forte."
Molti tifosi friulani si lamentano della scarsa considerazione a livello nazionale, riservata all'Udinese, da parte degli organi di stampa sportivi e da parte delle trasmissioni sportive nazionali. Che ne pensa?
"I tifosi friulani hanno ragione, ma è questo è il modo di fare calcio in Italia. Anche di Lazio e Catania non se ne parla molto, invece il Napoli gode di maggiori benefici in questo senso."
Mourinho-Marino: due allenatori molto diversi tra di loro, anche nel modo di porsi
"Credo che alla fine conta quello che fanno in campo, contano i risultati. Uno fa cinema, l'altro no, ma quello che conta è il campo. Sono comunque entrambi molto bravi nel rapporto con i loro giocatori."
C'è un giocatore dell'Udinese che potrebbe essere molto utile in chiave azzurra: Gaetano D'Agostino. Secondo lei merita la Nazionale?
"So che Lippi lo sta seguendo molto. In quel ruolo ci sono molti giocatori, però pochi bravi. D'Agostino è uno dei bravi ed è un ottimo giocatore e Lippi sicuramente lo convocherà in Nazionale."
Concludendo: pronostico secco per Inter-Udinese
"Non mi chieda questo...sarà una partita aperta ad ogni risultato"
(udineseclub)
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Argomenti: Inter-Udinese, Interviste, Mazzola
martedì 4 novembre 2008
I biglietti del settore ospiti per la gara Inter-Udinese di domenica 9 novembre alle ore 15 sono disponibili presso la rivendita della Lottomatica all'interno della stazione ferroviaria di Udine ( tabacchino della stazione). (udineseclub)
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Argomenti: Info biglietti, Inter-Udinese
Dopo silenzi e smentite, la conferma: il tanto atteso chiarimento fra Mourinho e Adriano c’è stato, venerdì scorso. Il brasiliano ha prima chiesto scusa all’allenatore e poi ha dato spiegazioni alla squadra.
"Io ho delle regole da far rispettare, e chi sbaglia viene punito. Ora stai fuori per le prossime gare", gli aveva detto il tecnico. "Ho commesso un errore ed è giusto che paghi", ha riconosciuto l’attaccante che non è rimasto sorpreso per le tre esclusioni di fila dalla lista dei convocati.
Special One glielo aveva detto subito che sarebbe rimasto qualche giorno fuori squadra. Ma siccome l'Imperatore ha ben risposto, lavorando sodo sul campo e conducendo nuovamente una vita da atleta, il perdono potrebbe arrivare nel weekend. E già contro l'Udinese Adriano potrebbe almeno riaffacciarsi in panchina. Più complicata, invece, la situazione contrattuale: l’Inter offre il rinnovo ma con stipendio dimezzato (da 5 a 2,5 milioni), il giocatore non gradisce e ha fatto sapere di non aver alcuna intenzione di trasferirsi in altro club. E l’ipotesi Milan 2010, a questo punto, diventa sempre più concreta.
(Quotidiano Nazionale)
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Argomenti: Adriano, Inter-Udinese, Mourinho
lunedì 3 novembre 2008
Giandomenico Mesto ad Udine è rimasto una sola stagione, vissuta però intensamente in campo e fuori. Tanto che l'ex bianconero, ieri in panchina, dopo la partita è rimasto ad Udine per ritrovare gli amici veri.
Dopo la partita, il difensore è intervenuto telefonicamente a Telefriuli raccontando un pò di sè e delle sue impressioni della nuova Udinese: "Sono a Genova da pochi mesi e sto cercando di ambientarmi. Gioco in una bella squadra che sta vivendo una stagione positiva. In un quadro così cerco di dare il più possibile il mio contributo".
Il Genoa ieri ha fermato la capolista. Che effetto fa sentir chiamare così l'Udinese? "Conosco la maggior parte dei giocatori dell'Udinese, sono miei ex compagni. Mi aspettavo ed ero sicuro che potessero fare meglio dell'anno scorso. Il gruppo è consolidato, ma ha un anno di più insieme: è decisamente più maturo".
Dopo la gara, Mesto ha scelto di fermarsi ad Udine: "Ho un bellissimo ricordo di Udine perciò ho approfittato per fermarmi qui. A Genova rientro domani. Sono rimasto in ottimi rapporti con tutti, qui ho trovato amicizie vere e nel calcio non è facile".
Domenica c'è Inter-Udinese, due squadre contro le quali il Genoa si è ben espresso. Un pronostico da chi le ha appena affrontate entrambe? "Io farò ovviamente il tifo per l'Udinese. Sarà una partita difficile. Noi abbiamo strappato un ottimo pari a San Siro, recriminando anche qualcosa. Tutto è possibile. Secondo me il risultato è alla portata dell'Udinese, anche se l'Inter è una grandissima squadra".
Lo stesso Lippi non scarta l'ipotesi di una corsa scudetto per Udinese e Napoli. Possibile? "Mi sembra un pò proibitivo. Udinese e Napoli però non sono lì per caso o per fortuna. Hanno una posizione che entrambe meritano ampiamente. Spero che l'Udinese possa continuare così!" (udineseblog)
GIANDOMENICO SAREMO SEMPRE ORGOGLIOSI DI TE!
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Argomenti: Amarcord, Inter-Udinese, Interviste, Mesto
Domenica a San Siro è in programma uno scontro al vertice tra Inter e Udinese. Il Dg friulano Pietro Leonardi ai microfoni del Tg2 promette che "”A Milano andiamo con spirito e voglia di fare risultato. Si parla piu` di Mourinho che dell’Inter? E’ solo cinema”.
L'attacco bianconero è il migliore della serie A:" ”Il segreto e` alternare gli attaccanti, tutti di grande qualita`, da parte del tecnico”. Quest'anno ha un'arma in più nel giovane talento cileno Alexis Sanchez. L'Udinese i talenti li scova così: ”Il segreto e` anticipare gli altri. Si segue un giocatore attraverso i video, poi si va a visionare sul posto”. (udineseblog)
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Argomenti: Inter-Udinese, Interviste, Leonardi
Il presidente Massimo Moratti ha rilasciato una breve intervista ai giornalisti che lo attendevano all'ingresso degli uffici della Saras.
Inter.it vi propone la versione integrale di quanto dichiarato dal presidente nerazzurro:
Anche lei aveva individuato nel Milan la vera anti-Inter, adesso è in testa alla classifica?
"Mi aspettavo che il Milan facesse bene in un campionato dove ci possono essere degli alti e bassi. Il Milan ha fatto molto bene nelle ultime partite. Non sapevo che non provasse, da così tanto tempo, il brivido del primo posto".
Dopo la vittoria di Reggio Calabria, adesso l'Inter ha la possibilità di ipotecare il passaggio agli ottavi di finale della Champions League.
"Soprattutto perchè ci consente di giocare anche le altre partite di Champions più rilassati e questo è molto importante. Senza le tensioni dei cambi. Per il resto bisogna continuare a far bene perchè tutte e due le manifestazioni sono importanti".
L'Inter non la sta facendo soffrire un pò troppo, per come era abituato in passato?
"L'Inter ci ha sempre fatto soffrire fino all'ultimo minuto. Questa è una sua caratteristica e me la tengo".
Si aspettava un'altra esclusione di Adriano in Champions dopo quella di Reggio?
"Diciamo che è un'esclusione che fa parte di un progetto sul quale è d'accordo anche Adriano".
Potrebbe far lei da tramite per ricomporre la frattura?
"Non credo ci siano fratture".
Si è detto nei giorni scorsi che Mourinho evocherebbe una presenza fisica da parte sua, lei non ritiene che dopo la scomparsa di Facchetti manchi una figura di riferimento come Giacinto?
"Quella manca comunque. Per quanto riguarda me, quello che posso fare lo faccio".
(Interfc)
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Argomenti: Avversario di turno, Inter-Udinese, Moratti
Giovedi alle 18 il 'caldo' stadio di Mosca (per il pubblico) accoglierà i Bianconeri nella seconda giornata del Girone D di Uefa. L'Udinese poi partirà subito alla volta di Milano dove domenica alle 15 c'è il big match con l'Inter.
Settimana intensa dunque: da oggi Marino dovrà pensare ac hi utilizzare a partire da giovedi. Motta e Pasquale potrebbero fare al caso tra i laterali mentre Domizzi e Coda almeno per ora non vedono grosse alternative per rifiatare, a meno che Felpie non venga utilizzato almeno a gara in corso.
In mezzo la situazione è ancora peggiore: da valutare Tissone e Obodo. Se l'argentino che la scorsa settimana è stato praticamente fermo, ce la fa potrebbe andare a dare fiato a Inler o Isla. Più complicato il discorso di Obodo che al massimo potrebbe essere utile a gara in corso.
In avantida decidere se rischiare Quagliarella e Di Natale (e preservarli per l'Inter) e ridare fiducia all'attacco che ha giocato contro il Genoa. Tra oggi e domani a Udine si valuterà, poi la partenza per Mosca dove mercoledi sera ci sarà la rifinitura.
Non ci saranno come presumibile molti tifosi nel gigantesco impianto della capitale russa. Circa 300, ma non si conoscono quanti andranno con i loro mezzi. Molti di più, si spera, ci saranno a San Siro per una gara che diventa importantissima per la vetta. (udineseblog)
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Argomenti: Il punto sull'Udinese, Inter-Udinese
Sfortunata prova dei bianconeri di Vanoli contro un'Intern bene organizzata e sicuramente più amalgamata dei bianconeri. Il primo tempo infatti è stato di marca nerazzurra, tanto che i milanesi arrivano per primi al vantaggio. L'Udinese però reagisce e pareggia, ma non riesce a reggere fino alla fine: al 88° i nerazzurri passano nuovamente e fanno lora la gara. (udineseblog)
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Argomenti: Inter-Udinese, Udinese Primavera








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