Quickribbon L'Udinese batte lo Spartak 2-1

giovedì 6 novembre 2008

L'Udinese batte lo Spartak 2-1

Dalla Russia con furore: quando l'Udinese entra in partita c'è poco da fare per chiunque, figurarsi ad uno Spartak decisamente inferiore tecnicamente. L'Udinese ha sofferto, ma ha saputo reagire e questo lo sanno fare le grandi squadre, specie in una situazione come quella di Mosca. Più che una sceneggiatura di 007 (con effetti speciali dovuti al campo) questa partita ha l'Udinese affrontare la campagna di Russia un po' come Don Camillo quando si ritrovò in terra nemica: freddo, campo sintetico, stadio ultramoderno e particolarmente 'caldo' nonostante il clima, avversario in avanzato stato di preparazione. Ai nostri mancavano i colbacchi e stavamo a posto. Ma quel che è parso abbastanza evidente è che uno come D'Agostino non lo sostituisci facilmente. Al di la del turnover c'è da meditare su una mediana che non potrà tirare la carretta in eterno. Perchè se davanti Marino può permettersi di far riposare Di Natale, avendo in testa in testa l'Inter, prossima avversaria di campionato, in mediana manca qualcosina al di la della forza di chi scende in campo che non viene messa in dubbio. Isla è un maratoneta, Inler un lottatore, ma a volte nemmeno loro bastano. Ma il sudore paga: e l'Udinese riesce a contenere e a gestire: gente come Quagliarella non è da poco. Se a questo si aggiunge che prima o poi le distanze vengono prese e l'aggressività ritorna quella dei bei tempi, ecco che la sofferenza in modo direttamente proporzionale scende e l'Udinese gestisce da grande, anche se pèure oggi deve ringraziare Superfantamegahandanovic, e il palo che non guasta mai.
LA PARTITA – Marino sceglie Quagliarella e Obodo al posto di Floro Flores e D'Agostino. Lo Spartak sa che vincere è d'obbligo per cercare di ipotecare il passaggio del turno e parte forte. Non si sa quanto il campo sintetico possa influire sull'inizio sofferente dei bianconeri, ma è certo che qualcosa centra, perchè i primi minuti sono tutti dei moscoviti, anche perchè il centrocampo sente tanto la mancanza di D'Agostino.Poi però l'Udinese prende pian piano coscienza e al 10° son dolori per i russi: Quagliarella al volo di destro calcia benissimo ma il palo dice no, poi sulla respinta Pepe arriva tardi. Insomma l'udinese ha sofferto i primi minuti ma poi quando prende le misure e sfoggia i suoi campioni non c'è nulla da fare per i russi: Quagliarella al 12° prende palla supera i suoi marcatori e scaraventa un fendente in porta che sigla il vantaggio. Ma l'esultanza dura poco. I Russi corrono e tanto, sono abituati al campo ed al freddo eal 17° Rodriguez spunta da dietro e spara in rete per l'1-1. L'Udinese soffre in difesa ma anche il centrocampo non aiuta, mentre in avanti è sempre pericolosa, ma poco cinica al 19° quando Pepe spreca l'inspiegabile. La partita continua a essere giocata su ritmi elevati ma l'Udinese sembra reggere, anche se non produce il suo classico gioco brillante.

Nella ripresa il canovaccio non sembra cambiare, anche se l'Udinese sembra voler gestire il pari, cercando magari quando può di sfruttare la velocità dei tre attaccanti. E i bianconeri in effetti nella ripresa ci provano con più decisione, più aggressività, ma il risultato sembra difficile da cambiare. Servono i campioni e l'Udinese ne ha: Pepe si fa perdonare il gol sbagliato e si procura un rigore grande come una casa, che Quagliarella non sbaglia. Entra D'Agostino e anche il centrocampo sembra prendere forme decisamente più soffici. L'Udinese comunque anche grazie ad Handanovic (e il palo) sembra controllare dignitosamente.

TRA I MIGLIORI – Isla e Quagliarella tra i bianconeri, ma non si può continuare a sottolineare che anche se mossi da vitalità giovanile, il centrocampo necessita di un turnover serio. Anche in difesa aspettiamo Zapata e Felipe. Il loro rientro siamo certi darà ancora maggiore sicurezza ad un reparto comunque già maturato molto.

CONCLUSIONI – Dalla Russia con sudore, che produce una vittoria per pensare tranquillamente sia al proseguo di Coppa Uefa sia a domenica dove a Milano ci sarà l'Inter. Mourinho aspetta Marinho. Di certo il bianconero non teme nessuno, così come l'Udinese che anche contro lo Spartak nei momenti più duri è sembrata sempre reagire, qualità non da poco. Come 007: licenza di colpire con colpi da campioni, e di soffrire come le grandi squadre sanno fare per poi però vincere lo stesso.

(udineseblog)

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