Quickribbon I voti della Gazzetta: Udinese da 6

lunedì 24 novembre 2008

Ecco le pagelle della 13ª giornata di serie A.
INTER 8,5 - Il voto, più alto di tutti, premia l'importanza del successo, prima ancora della prestazione. Perché l'Inter non batteva la Juventus a San Siro dal 2004 (con Zaccheroni). Perché schiaccia la squadra di Ranieri dall'inizio alla fine, con una dimostrazione di impressionante superiorità fisica. E infine perché lascia la Juventus a meno 6 e il Milan a meno 3. Premessa e promessa di fuga.
ROMA 8 - Seconda vittoria consecutiva, una piacevole novità in questo campionato incominciato malissimo. A Lecce si rivede la Roma padrona in gol con tre giocatori. E il cucchiaio di Totti sembra imboccare la lunga rincorsa al quarto posto. Bravo Spalletti a cambiare il modulo, sia pure in ritardo, rinunciando agli esterni che non ha più, per giocare con due punte.
REGGINA 8 - Da ultima a terz'ultima, continua la sua esaltante risalita che assomiglia sempre di più a quella dell'anno scorso. Orlandi azzecca tutto, spostando Cozza sulla fascia, dietro Brienza e il ritrovato Corradi. L'Atalanta è travolta e la Juventus che la ospiterà sabato sera è avvisata. Guai a sottovalutare questa rilanciatissima Reggina.
FIORENTINA 7,5 - Cancella un primo tempo da incubo con una ripresa da applausi in cui ribalta l'Udinese con 4 gol. Bentornato a Montolivo che spegna la contestazione con i fatti, come i campioni. Ma adesso la Fiorentina deve trovare una maggiore continuità.
SAMPDORIA 7,5 - Bellucci apre con uno splendido gol, Cassano chiude con una doppietta d'autore e la Sampdoria finalmente va, o meglio torna ai suoi livelli della scorsa stagione, infilando la quarta vittoria consecutiva in casa. Tre gol al Catania, che aveva una delle migliori difese, non sono pochi, anche perché ne aveva già segnati tre la settimana scorsa contro il Lecce. E allora complimenti a Mazzarri che ci aveva sempre creduto.
CAGLIARI 7 - Due volte in svantaggio, due volte capace di acciuffare il pareggio. Bravo Conti, anima della squadra, che firma il 2-2 allo scadere. Bravo Allegri che presenta sempre un bel Cagliari. Ma ancora più bravo Cellino, che aveva confermato il tecnico dopo le 5 sconfitte iniziali.
TORINO 7 - Valutazioni arbitrali a parte, complimenti al Torino che gioca da Toro specie dopo essere passato in svantaggio. Sull'1-2, nella ripresa, si vede una squadra scatenata, diretta da un grande Dzemaili e illuminata dalla classe di Rosina. Fermare il Milan non era facile e quindi il 2-2 ha il sapore di una vittoria.
GENOA 6,5 - Tradito prima dall'arbitro che nega un gol regolare a Milito e poi, anzi soprattutto, da Rubinho che regala il pareggio alla Lazio. Il gioco però c'è e quindi il pareggio non ridimensiona il bel Genoa di Gasperini, mentre Milito mantiene i 2 gol di vantaggio su Gilardino.
SIENA 6,5 - Prima vittoria esterna sul campo del Chievo. I due rigori trasformati da Galloppa e Maccarone negli ultimi 7' non devono ingannare. Il successo è meritatissimo e conferma la personalità di questo nuovo Siena, che ha assimilato in fretta le lezioni di Giampaolo.
UDINESE 6 - Il voto è la media tra l'8 del primo tempo e il 4 (come i gol incassati) della ripresa. La conferma che l'Udinese ha enormi potenzialità, che però non riesce ad esprimere con continuità e il cinismo delle grandi.
LAZIO 6 - Fatica a riprendersi dal kappaò del derby, concedendo troppi spazi al Genoa. Ma se non altro ha il grande merito di non arrendersi mai, acciuffando il pareggio con un tiro di Dabo grazie anche alla decisiva complicità di Rubinho.
NAPOLI 6 - Interrompe la serie di 10 vittorie consecutive in casa nel modo più beffardo, facendosi raggiungere a tempo scaduto da Conti. Paga errori di inesperienza, soprattutto in difesa, che vanificano gli spunti dei soliti Hamsik e Lavezzi. Ma intanto è al terzo posto e con pieno merito.
PALERMO 6 - Parte male, finisce meglio arpionando l'1-1 a tempo scaduto. Merito dei cambi di Ballardini, bravo tra l'altro a inserire Succi, il bolognese che nega la vittoria al Bologna, e della reazione di tutta la squadra. E allora la domanda è questa: perché il Palermo non gioca così dall'inizio?
BOLOGNA 5,5 - Chi la fa l'aspetti. Dopo aver raggiunto in casa la Roma sull'1-1 a tempo scaduto, viene raggiunto sull'1-1 a tempo scaduto dal Palermo. E così la serie di Mihajlovic, abbonato all'1-1, arriva a quota 3. Mentre il Bologna scivola al penultimo posto, staccato dalla Reggina, con il grosso rimpianto per il 2-0 mancato da Di Vaio.
MILAN 5,5 - Va sotto, colpito dal gol di Stellone, reagisce da grande con l'1-2 brasileiro firmato da Pato e Ronaldinho. Poi, però, soffre il ritmo del Torino che lo fa ballare troppo. E al di là delle discussioni arbitrali, il Milan campione del mondo, che aspira allo scudetto, non può gettare via due punti così, guardando l'Inter da meno 3, invece di soffiarle sul collo a meno 1, a portata di sorpasso.
JUVENTUS 5 - Perde male con l'Inter, senza riuscire mai ad allentare la sua pressione. Due tiri nello specchio della porta, di Marchisio e Del Piero, sono pochi per una squadra che arrivava da 5 vittorie consecutive. Ma la Juventus si è già rialzata una volta e quindi è troppo presto per considerarla fuori dalla lotta per lo scudetto.
ATALANTA 4,5 - Avvio da brividi sul campo della più motivata Reggina e a nulla serve l'ingresso dell'imbolsito Vieri, colpevole di sbagliare il gol che poteva riaprire la partita. Qualcosa si è inceppato nella squadra, specie in trasferta. E sarebbe un errore far finta di niente.
CATANIA 4,5 - Zenga fa bene ad arrabbiarsi, perché ancora una volta il Catania va subito in svantaggio e non si può sempre recuperare come in casa. Sul campo della Sampdoria incassa la terza sconfitta esterna, anche se lo 0-3 matura soltanto nel finale.
CHIEVO 4 - Sempre più ultimo a quota 6, come i punti che lo separano dalla zona salvezza e come il numero delle sconfitte consecutive. Con Iachini o con Di Carlo, la musica è sempre la stessa ed è una musica stonata, perché quando si perde 0-2 in casa, anche se con due rigori, e il migliore è il portiere non si va lontano.
LECCE 4 - D'accordo, aveva davanti la nuova Roma in crescita, ma il Lecce perde nel modo peggiore, dando l'addio all'imbattibilità casalinga. Per la seconda giornata consecutiva incassa 3 gol ed è questo il dato che deve far riflettere il bravissimo, e incolpevole, Beretta.

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