giovedì 9 ottobre 2008
Quando il lavoro paga. Simone Pepe è un figlio del settore giovanile della Roma, ma a differenza dei vari De Rossi ed Aquilani, non ha avuto la strada spianata.
L'esterno dell'Udinese si è reinventato una carriera, passando dal ruolo di centravanti a quello di esterno offensivo, e con il duro lavoro è riuscito a conquistarsi i verticio del calcio italiano, fino ad arrivare alla Nazionale maggiore. Analizziamo con lui questo processo di crescita, in questa intervista concessa in esclusiva a Tuttomercatoweb dal ritiro dell'Italia.
L'Udinese sta volando, ed i paragoni tra Mourinho e Marino si sprecano … sai che lo hanno ribattezzato Marinho?
"Per me sarà sempre Marino, un mister che mi sta dando tanto: io ero il settimo attaccante, ma ho voluto fortemente rimanere ad Udine".
Cosa pensi del momento di Quagliarella?
"Sta facendo bene, non sta però a me decidere le convocazioni da fare … quindi va bene così".
Tu sei cresciuto nella Roma, hai parlato con i tuoi ex compagni del loro momento difficile?
"Li ho visti, mi sembrano sereni e sono certo che la Roma ne possa uscire fuori alla grande. Mica sono diventati scarsi all'improvviso"
Quali allenatori sono stati più importanti per la tua maturazione?
"Giampaolo mi ha dato molto, cambiandomi di ruolo e che mi ha migliorato a livello tattico. E poi Marino che ha completato il mio processo di riuscirò a rubargli maturazione".
Hai sempre considerato Camoranesi quale miglior interprete del tuo ruolo. Ora avrai la possibilità di vederlo da vicino: che effetto fa?
"Sì è vero, è sempre stato il mio idolo. È un grande giocatore che sono felicissimo di poter osservare da vicino. Magari riuscirò a rubargli qualche segreto".
Che ambizioni avete in coppa Uefa? Cosa pensi del vostro girone?
"L'Udinese è una buona squadra, ce la metterà tutta per fare bene anche se le avversarie sono di valore".
Al ritorno dalla sosta l'Inter andrà a Roma, mentre voi affronterete il Lecce…
"Sì la nostra partita è più abbordabile, ma sappiamo bene che in Italia non si può mai sapere come vanno a finire le partite.
Pensi mai a poter tornare alla Roma?
"Il mio futuro è Udine, ho parlato anche pochi giorni fa con Leonardi e sono ben contento di rimanere in bianconero".
Hai rimpianti per essertene andato?
"Assolutamente no, non ero pronto per giocare in serie A, è stata fondamentale l'esperienza in serie b.
Un pensierino allo scudetto lo state facendo?
"No, lasciamo sognare i tifosi, noi giocatori dobbiamo essere realisti: sappiamo che ci sono squadre più forti di noi".
Domanda banale, ma sempre attuale visti i risultati che state ottenendo: qual è il segreto dell'Udinese?
"Si lavora con serenità, ed il lavoro paga sempre".
(tmw)
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