martedì 28 ottobre 2008
Antonio Floro Flores è l'uomo del momento: entra, segna e non fa mai polemica se deve stare fuori, visto che la qualità in avanti non manca:
“è successo però solo che a 25 anni ho firmato un compromesso con Marino. Lui mi ha tenuto tranquillo, io mi sono impegnato a tornare a centrocampo. Sono sempre stato così, odio rincorrere un avversario”, ha detto alla Gazzetta dello Sport.
Tutto è cambiato così? “qualcosa. Dicevano che avevo poca voglia di allenarmi e adesso non lo dicono più. Però era vero:a Napoli vivevo come se fossi arrivato, pensavo fosse tutto dovuto, poi arrivò il Perugia . Mio papà che è un po' militare ha deciso di portarmi via dalla mia città. Gli ho fatto la guerra, poi ho capito. E questo potrebbe essere il momento buono”.
L'umiltà è il segreto? “è la fiducia. Con Leonardi, direttore generale dell'Udinese è andata così: cenavo ad Arezzo e dopo cena mi chiamano. Stiamo arrivando ti prendiamo. A mezzanotte entravamo nella sede dell'Arezzo, deserta, alle tre firmavo il contratto. Non andò così per esempio alla Samp prima mi han trattato malissimo poi mi hanno lasciato in mezzo alla strada. IL Napoli resta l'unico rimpianto della mia vita. Ero giovane loro erano pieni di debiti”.
Poi racconta i suoi tatuaggi: “ne ho fatti nove. Un drago, una scritta per mia figlia, una per mia moglie, una per la famiglia, un vichingo un sole, il mio cognome, le ali sulla schiena e una croce. Perchè sono cattolico, anche se i calciatori la domenica giocano e non vanno a messa”
Discorso Champions. Ci crede? “siamo li e abbiamo tanti giocatori in crescita. Devo sceglierne uno? Ferronetti. Non ne parla nessuno ma è fortissimo”.
E se potesse scegliere un acquisto per migliorare l'Udinese? “De Rossi” Mentre come allenatore “mi piace Ancelotti, anche se Marino mi piace tantissimo”
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Argomenti: Floro Flores, Interviste, Mister Marino








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