Quickribbon Una settimana di cattivi pensieri

martedì 16 settembre 2008

La partita con la Juve è iniziata male e finita peggio: le dichiarazioni varie uscite forse ad arte nella settimana antecedente non possono essere passate inosservate. Chi è furbo sa che le partite si vincono anche con una dose di furbizia.

Ovviamente incide in maniera lieve, ma sommando tutto, alla fine ci si ritrova con tanti aspetti contrari, che vanno dagli infortuni che non recuperano, alla condizione ancora precaria, fino alla tensione che circola per la Uefa. Insomma le circostanze che hanno portato alla sconfitta sono tante, anche se la più evidente è stata una totale dimissione specie nei primi settanta minuti, dove l'Udinese è stata sempre in balia della Juve, più forte, più concentrata e più affamata. Perdere a Torino ci sta, ma c'è modo e modo: creare una sola palla gol vera in novanta minuti è davvero poco.
MA questa palla gol c'era ed era evidente e come spesso accade quando si gioca a Torino passa inosservata sui media nazionali. Il rigore su Floro era evidente ed al di la dei demeriti della squadra di Marino ci stava. Il calcio è fatto anche di partite vinte o pareggiate immeritatamente-. E' la perfidia di questo sport. La negazione di questo fa aumentare come sempre i sospetti di una sudditanza psicologica oramai talmente evidente che negarla sarebbe ridicolo. Cosa si sarebbe detto se la Juve dominatrice dell'incontro (su questo non ci piove) avesse subito un rigore all'83° in casa, all'esordio, e peraltro sul campo apparso dubbio, anche se poi in Tv non era così?
Insomma ci risiamo: finchè il calcio non saprà darsi una regolamentazione autonoma in materia arbitri dovremo convivere con i sospetti.
Ora però è meglio non fare le vittime: la sconfitta ci stava ed è stata un campanello d'allarme in vista di Dortmund, dove certi errori se commessi si pagheranno doppiamente cari.
LA UEFA in casa bianconera è una operazione strategica: perdere avrebbe ripercussioni enormi probabilmente. Si pensi solo alla qualità e soprattutto alla quantità della rosa. Come fare a gestirla se scappa via una competizione che impegnerà nei gironi tutto l'inverno? Fallire potrebbe innescare problemi di gestione del gruppo e questi, si sa, sono l'anticamera di altri problemi.
Guai a pensarci troppo: si rischierebbe di fare il gioco di chi ventila sui giornali già ipotesi di mercato. La società deve essere presente su questo aspetto, ma soprattutto i giocatori devono smetter i panni della gioventù e fare un passo deciso verso la piena maturità, che non prevede cali come quello di Torino. (udienseblog)

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