lunedì 28 luglio 2008
La crisi economica del calcio italiano potrebbe favorire i giovani italiani
Pubblicato da Udin alle 17:13Salvo rare eccezioni, che confermano la regola, i grandi risultati sportivi sono dovuti alla presenza di grandi campioni, solitamente assicurati e mantenuti con milionari, un tempo miliardari, stipendi.
Le squadre di club italiani, livellate sulla situazione economica della loro nazione, hanno perso parecchio potere d’acquisto in Europa, anche quelle che hanno dei mecenati come BERLUSCONI e MORATTI come proprietari; e questo comporta che i grandi giocatori arriveranno in Italia con sempre maggiore difficoltà e che, probabilmente, i nostri club faticheranno, e non poco, ad imporsi ai massimi livelli internazionali.
Se le squadre spagnole, inglesi, e forse anche russe e tedesche non sbaglieranno i loro acquisti e le loro valutazioni riguardo i giocatori da avere in rosa e quelli da cedere, sarà molto difficile giungere alla vittoria di una Coppa Uefa, una Champions League o un Mondiale per Club,
per Inter, Milan, Roma, Juventus e Fiorentina.
Un tempo l’Inter portava in Italia il più grande calciatore in circolazione, RONALDO; prima ancora il Milan aveva fatto la stessa cosa con VAN BASTEN e GULLIT, ed il Napoli con MARADONA.
AGUERO, MESSI, CRISTIANO RONALDO e tutti i mostri del calcio mondiale, oggi sono lontani anni luce dall’Italia.
Milan ed Inter devono rinnovare ogni anno il contratto ad IBRAHIMOVIC e KAKA’ per non farli fuggire all’estero.
In questa situazione, prevalentemente buia, si potrebbero però intravedere degli spiragli di luce per quanto concerne il lancio di calciatori italiani, e quindi questa situazione negativa, per le squadre di club, potrebbe rivelarsi indirettamente positiva per la nazionale italiana attualmente gestita del neo commissario tecnico MARCELLO LIPPI.
La difficoltà ad importare bravi o bravissimi calciatori stranieri sembra avere favorito l’inserimento in prima squadra di giovani ragazzi italiani che gradatamente sono riusciti ad accreditarsi un buon rispetto calcistico.
Un tempo il Parma aveva in rosa VERON, BOGHOSSIAN, LAMOUCHI, MILOSEVIC, AMOROSO, CRESPO; in quella squadra economicamente forte, anche se con il senno di poi era già fortemente in putrefazione, calciatori come CIGARINI, DESSENA ma anche GILARDINO, non avrebbero avuto nessuna possibilità di affermarsi.
Oppure, la Fiorentina che aveva BATISTUTA, EDMUNDO, OLIVEIRA non avrebbe mai consentito ad un attaccante italiano come PAZZINI di giocare un intero campionato da titolare.
Alla Juventus c’era il promettentissimo RIGONI considerato ai tempi come viene considerato GIOVINCO oggi: RIGONI non venne mai ritenuto all’altezza della prima squadra; mentre quest’anno GIOVINCO sembra, per ora solo a parole, essere tenuto in considerazione dalla società, allenatore in primis.
Persino squadre ricche, non rispetto all'Europa ma rispetto alla realtà italiana, come MILAN ed INTER sono riuscite a lanciare dei giovani della primavera come PALOSCHI e BALOTELLI…
Se si pensa che un tempo BOBAN e JARNI giocavano nel Bari, che SIMEONE era al PISA e che AMOROSO, pallone d’oro sudamericano, giocava nell’Udinese, mentre oggi anche lo cosiddette “big” faticano ad acquistare grandi giocatori accontentandosi di campioni a fine carriera o degli scarti delle grandi squadre europee; è palese che il calcio italiano, a livello di squadre di club, è in netto ritardo rispetto all’Europa.
Però da questa situazione potrebbe giovarne la Nazionale, e forse un giorno anche le squadre di club.
Per adesso i giovani calciatori che il calcio italiano sta lanciando non sono campioni ma sono solo italiani…
(calciomercato.com)
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Argomenti: Editoriale








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Si vede che non ti intendi di calcio e che non segui la tua squadra del cuore!
Non sai nemmeno il risultato della gara con l'Udinese!
Fuarce Udin!