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giovedì 13 novembre 2008

Emozione friulana

L’Udinese mi ha fatto diventare grande, mi ha regalato orgoglio e pane quotidiano, speranza e divertimento. Ora sto a Milano, faccio il cronista e vado in giro con il bianconero sotto la pelle. Da oggi ricomincio a discettar d’Udinese: lo farò con l’unica spada che posseggo, la parola. Prometto onestà mentale, lucidità e amore per la baldanzosa compagine di Marino. Quando ci sarà da sparare, sparerò, quando ci sarà da esser felici, lo sarò. Ferma restando una cosa: io l’Udinese la amo e basta. Anche quando la sparo grossa.
Allora comincio. Sto scrivendo mentre Marino parla della partita di coppa Italia, sarabanda di nefandezze e di divertimenti. Chi non c’era si è perso qualcosa, per l’ammasso di cose bellissime e bruttissime nel breve spazio di un pomeriggio uggioso. Cose buone: Obodo c’è e va usato, è utilissimo nel mazzo di una mediana che ha poche carte, Sanchez ha talmente tanta personalità che vorrebbe vincere anche i tornei di briscola alla sagra della Patata di Godia (a me la patata piace…), Felipe e Zapata vanno fatti giocare un po’ prima di considerarli arruolabili, ma il fatto che siano qui a lottare insieme a noi fa buon umore. Piace anche il digrignar di denti di Quagliarella che vuole vincere, come tutti quelli (anche reggini) che vanno in campo. Alla voce schifezze ci sono talmente tante cose che è meglio chiudere un occhio e mezzo. Motta, per dirne uno, deve aver mangiato pesante, Pasquale non ha fatto meglio in quanto a errori, ma la partita pazza di questa Coppa dell’Inutilità ha rimestato tutto in un grande calderone alla fine divertente. Già perché è perfino inutile star lì ad avvoltolarsi in disquisizioni tecnico tattiche quando quello che si è visto in campo ha fatto rima con il calcio e l’anticalcio. Avrete notato, spero, che i portieri Koprivec e Marino, finiti a loro volta fra i tiratori, hanno sfatato con due tiri il bluff che i rigori si possono sbagliare. Da buoni portieri li hanno tirati laddove il collega non poteva arrivare. Hanno regalato a tutti l’elisir del penalty trasformato. Mitici.

Però ho visto una cosa che non mi va giù. Allora la sparo grossissima. Io odio lo Stadio Friuli. Vecchio ventoso, grosso, brutto, vuoto, obsoleto, antieconomico, nemico del calcio e di chi lo guarda, dispersivo, anonimo, triste. Questo indipendentemente da ciò che ho vissuto io stesso lì dentro e che mi resta nel cuore. Il Comune lo tiene in piedi con lo sputo, l’Udinese lo sopporta, Pozzo vorrebbe tanto raderlo al suolo, ma non lo dice. Vedere quel desolante spettacolo e mostrarlo anche in giro via tv è una cosa che non posso tollerare ancora. Basta, basta, basta, radetelo al suolo e fate un impianto più piccolo e più vivibile. Quando lavoravo “Onde Furlane” andai su quella pista a intervistare l’allora primatista del mondo dei 100 Calvin Smith. Quell’epoca è morta e quella pista è inutile. L’unica cosa ottima dello stadio Friuli è il clima da sagra, le griglie che lavorano a pieno regime, la luianie e il merlot. Simbolo furlano che è meglio esportare in uno stadio dove vedere il calcio bello, e a Udine se ne vede, sia una gioia, non una tortura.

http://www.francescofacchini.it

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