Quickribbon Di Natale corre verso la Fiorentina

mercoledì 19 novembre 2008

Scatti, slalom tra i paletti – manco fosse il miglior Alberto Tomba – e, alla fine, una bella razione di punizioni. Di Natale è tornato ad allenarsi ieri pomeriggio. Una notizia che è stata una piccola iniezione di buon umore dopo una domenica nera nel quadro di una settimana a singhiozzo, dal punto di vista delle sedute che Marino riuscirà a far sostenere alla squadra al completo. E con la Fiorentina all’orizzonte già per sabato (alle 18). «Sta lavorando molto bene e facendo grandi progressi», ha svelato il tecnico siciliano riferendosi al proprio numero 10. «Quanto ci è mancato? Sappiamo che in giornate negative come quella di domenica uno come lui può tirar fuori una grande giocata e può cambiare tutto», ha riconosciuto poi lo stesso allenatore con grande onestà. L’assenza di Di Natale può essere un alibi, ma Marino non l’ha mai sfruttato: l’obiettivo è far crescere la squadra e anche le sue dichiarazioni e la richiesta all’Udinese di non aggrapparsi al proprio campione anche quando manca vanno in questa direzione. Adesso tuttavia diventa fondamentale recuperare l’arma Totò, un’a rma letale quando si tratta di aprire le difese come scatolette e con un semplice colpo di genio calcistico. Genio che può tornare utile sia nello scontro diretto con la Fiorentina, sia nella gara successiva, contro il Chievo, al Friuli, quando andrà in scena un’a ltra recita stile Reggina, un muro di gomma con due attaccanti pronti a ripartire per cercare di fare gol. Ma, tattica a parte, come sta il ginocchio sinistro di Di Natale? Bene, stando alla risposta del campo d’allenamento. Totò ieri ha svolto una ventina di minuti abbondante a contatto di gomito con il preparatore atletico: nel menù alcuni giri di corsa, mettendo anche alla prova l’articolazione, con qualche scatto, qualche allungo, come si usa dire in gergo. Poi si è visto Totò versione slalomista, tra i paletti piantati sul terreno, affrontati senza esitazione anche con il pallone. E dopo lo sci – si fa per dire – anche il basket: sì, perchè la fantasia è andata al potere quando, per testare il recupero dell’articolazione, è stato chiesto di centrare, con i suoi morbidi piedi, un cerchio sostenuto da due porte sistemate a distanza ravvicinata.

(Messaggero Veneto)

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