giovedì 14 agosto 2008
Calcio e tv. Sul campo, come noto, ha vinto l'Inter davanti a Roma, Juve, Fiorentina e Milan. In tv, le graduatorie sono stati ribaltate.
Ecco lo "scudetto" degli ascolti (audience media per società): 1) Juventus 868.307; 2) Inter 792.358; 3) Milan 710.122; 4) Roma 493.301; 5) Napoli 393.700; 6) Palermo 323.181; 7) Lazio 314.932; 8) Fiorentina 310.169; 9) Torino 264.77. Ultimo il Siena, 93.868. C'è un abisso, chiaramente, fra la prima e l'ultima. Ma il campionato vive anche grazie alle "piccole" società, come il Siena appunto, e la legge Melandri, che andrà in pieno vigore fra due anni, riporterà il gap fra i club a condizioni accettabili. Non ci sarà più la forbice attuale: e questo dovrebbe garantire maggiore equilibrio. In teoria, però. Perché i medio-piccoli club non saranno obbligati per legge a reinvestire nel calcio i soldi in più che prenderanno dai diritti tv, e si tratterà di parecchi milioni di euro. Un errore. Ma la legge non l'ha previsto. Così come è un errore (grave) è quello di garantire un "paracadute" a chi retrocede dalla serie A: il Livorno, ad esempio, ha preso 7,5 milioni di euro quando è finito in B. Sicuramente Aldo Spinelli quei soldi li ha rimessi nella squadra, per rinforzarla. Ma un altro presidente come si sarebbe regolato? E poi, così facendo si crea troppa disparità fra il Livorno e un altro club di serie B, il Sassuolo ad esempio. E' giusto? Non dovrebbero partire tutti alla pari?
(repubblica.it)








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