domenica 3 agosto 2008
(MV - Da IL FRULI DEL 1 agosto) - Il fegato è sicuramente l'organo più a rischio per i tifosi del calcio.
E' da mettere in preventivo quando si accetta questo ruolo: e non tanto per i risultati della propria squadra (anch'essi colpevoli, ma fino a un certo punto), quanto per tutte quelle parole inutili e molte volte indigeribili provenienti dai procuratori, se non dagli stessi giocatori, spinti probabilmente proprio dai loro 'protettori'.
Il calcio moderno sembra proprio non poterne fare a meno. Del resto in ballo ci sono milioni, e voi li dareste in mano a ragazzi che molte volte non sanno nemmeno la differenza tra Presidenza delle Repubblica e Presidenza del Consiglio? Purtroppo però i tutori dell'ordine calcistico il più delle volte fanno più danni che altro. Basta ripercorrere anche la storia recente in casa Udinese per capire che Moggi e la GEA sono solo la punta di un iceberg ben più grande e pericoloso, che prima o poi impatterà contro il povero Titanicalcio.
Tanto per citare alcuni esempi come non scordare le parole di Vagheggi che l'anno scorso parlava chiaramente di De Sanctis in altri lidi, per poi scatenare la smentita del diretto interessato che si sentì colpito nell'orgoglio. Peccato che poi, appena un paio di mesi dopo, se ne andò all'estero sfruttando il famigerato articolo 17. Dietro al portiere della nazionale c'è anche Pastorello, altro procuratore esterofilo, visto che tra i suoi assistiti c'è Dossena appena passato al Liverpool. Chissà quali intrecci ci sono dietro queste trattative: sarebbe bello che un giorno ce li spiegassero, così come mai già mesi fa il trasferimento del laterale era il segreto di Pulcinella.
Altro caso scottante fu quello di Iaquinta, che delegò al padre le sue faccende. Anche in questo caso si negò fino alla fine il suo possibile passaggio alla Juve, come se i tifosi fossero dei bamboccioni che prendono tutto per buono.
Certo a volte bamboccioni si diventa (nel senso di rimbambimento) a forza di sentire parole e smentite: non ultima la vicenda legata a Quagliarella. Solo il 22 maggio 2008, l'allora procuratore Caravello andava a dire a Radio Marte che il buon Fabio gradirebbe il Napoli. L'attaccante cambia procuratore passando all'Avv. D'Onofrio che pochi giorni fa rilasciò una intervista al Corriere dello Sport in cui diceva chiaramente che se la Roma lo volesse...Naturalmente smentite a cascata e parole fraintese.
Tornando a Caravello da segnalare anche le parole su Pinzi: l'intenzione sarebbe quella di andare via, ma se anche rimanesse non c'è nessun problema. Se non è zuppa è pan bagnato del resto.
Sempre in tema Caravello è anche procuratore di David Di Michele: in questo caso a forza di seguirlo a piedi in giro l'Italia non lo invidiamo proprio.
Non invidiamo a dire il vero nemmeno quello di Muntari, Mendez (lo stesso di Mourinho, guarda caso): dopo che ha fatto carte false per andare in Inghilterra, ora si ritrova nuovamente in Italia. A quando la prossima puntata?
Da incorniciare anche la situazione di D'Agostino: il giocatore è fiero di rimanere a Udine, ma a sentire il suo procuratore ai giornalisti di Firenze non sarebbe affatto così. Ha dovuto pensarci Leonardi a intervenire duro sull'argomento. Poi si scopre che il contratto del procuratore scade fra pochi mesi.
Da sottolineare anche quanto successo a Mesto. Solo un paio di mesi fa il suo procuratore Roggi affermava sicuro che il suo assistito voleva rimanere a Udine, dove si trovava meravigliosamente. Evidentemente le volontà del giocatore o era diversa o è successo qualcosa nel frattempo.
Per ora appare sincero il procuratore di Zapata, il friulano Vidal, che non ha mai nascosto, nonostante le molte voci a riguardo, che il colombiano almeno per quest'anno non si muove da Udine. Appuntamento all'anno venturo per capire meglio che accadrà.
Se mai volete informazioni su Manninger (l'affare rimane ancora nebuloso) non provate a chiedere nulla al suo procuratore Granello: non rilascia dichiarazioni nemmeno si parlasse della trattativa di pace in Medioriente.
Si distingue come una mosca bianca Giovanni Bia che a Udine è rimasto legato. Fanno effetto in questi tempi le sue dichiarazioni di un paio di mesi fa su Cigarini: “Avevo dato la mia parola a Pozzo che se mai lo voleva avrebbe avuto la precedenza su tutti”. Alla fine però l'Udinese si dirottò altrove.
Infine come non poter citare Carpeggiani, procuratore di Di Natale, sempre fedele al pensiero del giocatore: “chiunque voglia Di Natale deve parlare prima all'Udinese”, che di affrontare l'argomento non pareva averne voglia, come del resto non ne hanno voglia i tifosi di leggere sempre e solo voci che gli fanno diventare il fegato verde.
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Argomenti: Editoriale








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