Quickribbon Stadi:l'Italia prepara una nuova legge

giovedì 3 luglio 2008

Ci siamo. E' scattata la missione di Michel Platini per Euro 2012. Per capire se Polonia ed Ucraina saranno pronte ad ospitare il torneo continentale.

Il presidente dell'Uefa vuole rendersi conto di persona della situazione: per questo oggi è volato a Varsavia e domani si sposterà a Kiev. Entrambe le capitali sono assai in ritardo sulle tabelle di marcia stilate il 18 aprile 2007, quando l'Uefa assegnò il torneo alle due nazioni dell'Est, preferendole all'Italia (battuta 8-4, che vergogna) ed all'accoppiata Croazia-Ungheria: cantieri aperti e subito chiusi, progetti rimasti sulla carta, pochi soldi.

Anche il capitolo infrastrutture non fa progressi: servono autostrade, alberghi di lusso, centri sportivi con campi d'allenamento. Manca quasi tutto, insomma, a cominciare dagli investitori privati. Il premier polacco Tusk ha rassicurato l'Uefa: "C'è molto da fare ma rispetteremo i programmi". Gli esperti stileranno un rapporto tecnico da portare all'esame del Comitato esecutivo dell'Uefa (ne fa parte anche Franco Carraro) convocato a Bordeaux per il 24 o 25 settembre.

L'Uefa farà di tutto pur di non togliere a Polonia e Ucraina l'Europeo perché significherebbe sconfessare completamente la scelta (politica) fatta lo scorso aprile. Ma altre Nazioni stanno premendo.

La Spagna è pronta a candidarsi, la Scozia si è già fatta avanti, come anche l'Austria appena finita l'edizione 2008 (esagerata..). Platini aveva anche pensato all'ipotesi della doppia candidatura Italia-Francia, con quattro sedi ciascuna: ma questa ipotesi sembra ormai tramontata. Germania e Portogallo sono già pronta, avendo ospitato Mondiali 2006 ed Europei 2004 . L'Italia spera. E si muove.

Giancarlo Abete segue con attenzione la situazione (e i polacchi non devono offendersi...), mentre l'onorevole Giovanni Lolli, ex sottosegretario allo sport dei Ds, ha pronto ormai un disegno di legge per gli stadi: si tratta di semplificare l'iter amministrativo, ora complesso. Non solo: i progetti dovranno essere approvati sia dai Comuni che dal club, mentre ora passano il tempo a litigare e non cambinano nulla o quasi. Una legge che potrebbe trovare consensi bipartisan. Così come il ddl sul merchandising: che potrebbe mettere fine ai falsi e dare maggiore peso al marchio dei club calcistici.

(repubblica.it)

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