giovedì 17 luglio 2008
Giovanni Bia giunse in Friuli dall'Inter nel 1995, quando l'Udinese era appena tornata in serie A. Lui stesso, ricordando la scelta, scherzosamente ne parla così in esclusiva ad Udineseblog:"Ho un ricordo meraviglioso di Udine e della realtà friulana. Io venivo dall'Inter e l'Udinese non era quella di oggi.
Solo un pazzo, all'epoca, avrebbe scelto di lasciare l'Inter per una squadra che era ancora una scommessa. Ma io l'ho fatto con convinzione: avevo parlato con Zaccheroni, una persona eccezionale che mi aveva esposto un progetto esaltante, con Piazzolla e con la famiglia Pozzo, della quale ho un ricordo bellissimo. Allora mi ricordo che mi cercava anche la Samp e altre squadre di A, ma io non ebbi esitazioni dopo i colloqui con Zac e Pozzo: le loro idee, la loro voglia di fare, la concretezza del progetto mi avevano entusiasmato. Era una scelta nel buio, ma mi sono fidato e ne sono felice. Ho vissuto una esperienza magnifica."Con Zaccheroni, l'Udinese è cresciuta molto. Dalla conquista della salvezza, è passata alla prima volta in Uefa. "Per Zaccheroni quella di Udine era la prima panchina in A e lui in realtà aveva paura di sbagliare. Noi giocatori avevamo con lui un ottimo rapporto e quando insistemmo perchè osasse con l'attacco a 3 lui ci ascoltò. In un certo senso fu proprio merito nostro se ci fu quella svolta nella famosa partita di Torino nella quale battemmo la Juve 0-3. Zac non impiegava molto Marcio Amoroso, noi gli dicemmo di farlo e quella vittoria lo convinse che quella era la strada giusta."Anche Marino è un allenatore votato alla trazione anteriore. Assomiglia molto in questo a Zaccheroni:"Lui e Zaccheroni vedono il calcio alla stessa maniera. Pensano prima a costruire, non a distruggere. Il loro calcio è il più piacevole, fatto di tecnica e fantasia: sono allenatori che fanno giocare le loro squadre, sono propositivi. Penso ad esempio a Marino che ha trovato a D'Agostino la posizione in mezzo al campo, quando in realtà lui è nato come trequartista: una scommessa vinta! Poi, per quello che so, entrambi sanno curare bene il rapporto con lo spogliatoio: non per niente Zaccheroni seguì il nostro consiglio sui 3 attaccanti."Tanti ricordi in 3 anni. Il più bello, indubbiamente, "quando abbiamo centrato l'obiettivo Uefa. Al ritorno dalla gara di Roma c'era una marea di gente in piazza a festeggiare: una cosa insolita per una città tranquilla come Udine. Erano tutti a festeggiare, non potrò mai dimenticarlo. Inoltre io in quella gara, finita con la nostra vittoria per 1-3, segnai pure! Una soddisfazione immensa!"Oggi la conquista della Uefa non crea più lo stesso entusiasmo:"C'è da dire che quella era la prima volta che si conquistava l'Europa. Oggi l'Udinese ha un altro status nel campionato italiano perciò viene vissuta in maniera diversa. E' comunque sbagliato perchè secondo me quando conquisti qualcosa è sempre giusto festeggiare. Inoltre bisogna ricordare che la proprietà ha saputo portare Udine ad un livello molto alto e ogni obiettivo raggiunto è una importante conquista. Quando si vince, bisogna sempre festeggiare. Se non lo fai in queste occasioni..."L'Udinese 2008/09 è cambiata rispetto a quella della passata stagione. "Sì, ma l'impronta è quella. Se Marino ha fatto delle scelte assecondate dalla società, va bene così. Quando c'è sinergia tra l'allenatore e la società, le cose vanno bene. Poi si sa che chi sbaglia meno ottiene i risultati. Ha fatto acuisti importanti: Pasquale è un buonissimo giocatore e Tissone secondo me sarà la sorpresa."Mercato: ad un certo punto è stato fatto il nome di Cigarini, uno che con Dessena fa parte dei tuoi assisititi:"Non so bene i motivi per cui non è andata in porto la trattativa. Non è stata certamente questione di soldi, perchè con Leonardi non ne abbiamo mai parlato. Penso piuttosto che una volta acquisito Tissone, è ovvio che Cigarini non serviva più. Evidentemente l'Udinese ha puntato prima sull'argentino, ma va bene così."Di solito è difficile ripetere stagioni straordinarie. Ora che l'Udinese è anche impegnata in Europa, questo sembra effettivamente possibile:"Quest'anno le squadre che stanno sotto all'Udinese si sono rinforzate molto. Penso a Genoa e Napoli. Ma è anche vero che quelle sono piazze particolari e difficili. L'Udinese comunque ha capacità e mezzi per confermarsi nelle zone alte!"
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Argomenti: Interviste








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