domenica 13 luglio 2008
“Il mio lavoro riguarda il processo di crescita dei giovani – spiega – Quest’anno è coinciso anche con i risultati, perché i ragazzi hanno capito cos’è il calcio vero e hanno imparato l’educazione sportiva. Quando capisci questa parola, riesci a camminare da solo”.
- Chi è stato ceduto è quindi in grado di camminare da solo e fare bene?
“Sì, sono giocatori cresciuti sotto il profilo tecnico e atletico, che abbiamo mandato in campionati importanti come quelli di B e C: sono tutti prestiti, perché speriamo sempre che non sia un biglietto di sola andata. Glielo auguro di cuore, perché mi hanno regalato tante emozioni”.
- Andando nel dettaglio?
“Candreva è a Livorno con Migliorini, uno in grado di fare davvero bene; Barreca e Virtanen al Sorrento in C1; Marino dovrebbe andare al Gallipoli. Poi c’è Felipe Monteiro, che a Bari troverà il mio amico Conte, che lo ha seguito durante le finali perché cercava i migliori giovani in prospettiva: credo sia la scelta giusta”.
- E Laurito?
“Rimane a Udine e andrà in ritiro con la prima squadra, così come Sissoko e altri giocatori della Primavera, da Bradaschia a Bossa a Calà. E’ un giocatore senza punti deboli, alla ricerca della perfezione. Quando a quell’età ti poni mille domande, vuol dire che hai tanta voglia di crescere. Credo potrà dare soddisfazioni anche a Marino: io ripeto sempre che, se uno come Balotelli ha raggiunto il top, Laurito deve ancora farlo”.
- Come si ricostruisce un’altra squadra vincente?
“La società sta cercando di allestire una formazione importante anche quest’anno, per esempio trattando il nazionale under 18 Mazzarani. Tano sarà la punta titolare e al suo fianco avrà il neo-acquisto Bradaschia, un giocatore di grande prospettiva che si deve inserire con la mia mentalità. Siamo vicini al tesseramento di Gularaiz, un francese che conosce già la nostra mentalità. Stiamo chiudendo anche per altri giocatori interessanti, come un centrocampista ceco di 1.90! Poi dovrebbero rimanere Zampa, Bossa, l’argentino Paolucci, Licata e il nazionale under 19 Formiconi”.
- Molte squadre di A sono tornate a investire sui giovani, anche per colpa di scarsa liquidità. Ancora una volta, l’Udinese ha visto giusto?
“Bisogna essere bravi e anticipare i tempi: ora tutte le società top level investono sulle giovanili e la concorrenza è tanta. La famiglia Pozzo lo fa da 15 anni, crede molto nei giovani e cerca di dar loro anche messaggi educativi importanti. Lavorando d’anticipo siamo avvantaggiati, e poi abbiamo un dg molto attento come Leonardi, che viene da un’esperienza fondamentale nella Juve”.
- Cosa si aspetta la società dalla nuova Primavera che sta per nascere?
“Prima di tutto una crescita personale. E quando cresce il maestro, cresce anche il gruppo. Io devo ringraziare i Pozzo e i tifosi per la fiducia che mi è stata accordata con altri due anni di contratto e un altro ‘ciclo’. Sicuramente ai ragazzi nuovi dirò che dobbiamo partire dalla semifinale con l’Inter: cercare di arrivare fin lì e migliorare la posizione senza tralasciare la Coppa Italia. Sarà difficile perché siamo quasi all’anno zero, ma abbiamo la carica giusta per arrivare in alto”.
- Quanto ci vuole per capire se un giovane diventerà un campione o meno? A parte uno come Isla lo scorso anno, che da subito mostrava una marcia in più.
“Io me ne accorgo quando nelle varie fasi di lavoro non cercano me per far vedere che stanno lavorando, ma sono davvero concentrati. Comunque ci vogliono sei mesi di adattamento da parte dei nuovi: il lavoro è di qualità e intenso e ci vuole un po’ per capire. Non a caso, durante il girone di ritorno la squadra andava avanti da sola. Quest’anno cercheremo di migliorare tutta l’impostazione del settore, dando un processo lavorativo simile a Primavera, allievi e giovanissimi, per avvantaggiare la crescita”.
- Solita domanda: e i friulani?
“Vogliamo inserire qualche udinese del ‘91 che ha fatto il campionato allievi, come Smarra o Cussigh. Ma quando noi parliamo di valorizzare i nostri giocatori, l’importante non è sapere da dove vengono, ma che li abbiamo fatti crescere noi: vedere Laurito e Sissoko in prima squadra, quindi, è la soddisfazione maggiore”. (IL FRIULI)
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Argomenti: Interviste, Udinese Primavera








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